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dossi e paradossi

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dossi e paradossi

Messaggio Da JoJo il Lun Dic 15 2014, 15:28

Mark Sainsbury ha scritto:Una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile.
o, per gli amici, un paradosso!

i paradossi mi affascinano alquanto, a causa della loro natura "sfuggente", per così dire: sai che c'è quacosa che non funziona, ma è impossibile dire cosa... perchè la soluzione per risolvere il paradosso crea il paradosso stesso!

sublime

nella mia firma c'è un paradosso, esplicato dalla seguente questito: "puoi rispondere 'no' a questa domanda?"

altri paradossi più famosi sono, ad esempio, quello di Achille e la tartaruga, o quello del barbiere di Russell
e via dicendo (su wiki ce n'è una pagina piena)

personalmente però preferisco quelli di una frase secca (tipo: "questa affermazione è falsa")


insomma, tutta questa introduzione per dire che mentre mi stavo preparando l'insalata da mangiare, mi è sopraggiunto il seguente pensiero: "e se il metodo scientifico fosse sbagliato? sarebbe possibile dimostrarlo?"
il fatto è che (probabilmente solo a causa della mia ristrettezza mentale) non riesco ad immaginare un altro metodo per dimostrare la correttezza o meno di un'affermazione se non il metodo scientifico
quindi vi chiedo: secondo voi è possibile falsificare il metodo scientifico? il porsi questa domanda, non è già un 'utilizzare il suddetto metodo' (che prevede la possibilità/necessità di dimostrare la veridicità o l'infondatezza di un'affermazione)?
e soprattutto: ha senso parlare di metodo scientifico "sbagliato"? sì o no? e, ovviamente, perchè?


visto che prevedo che qualcuno anche solo leggermente più sveglio di me mi risponda assennatamente mettendo in luce l'inadeguatezza e/o l'inconsistenza della mia domanda lookaround sappiate che il principale argomento della discussione sono i paradossi, quindi se ne conoscete qualcuno, se vi va di intavolare una discussione pseudo-filosofica a partire da uno di essi, se sapete di paradossi che erano paradossi (o creduti tali) ma poi risolti eccetera eccetera, questo è il thread per voi!

e come sempre, discinti saluti



#paradossi
#achillemifaunapippa
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#jojosifumalecanne
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Tommy the Cat il Lun Dic 15 2014, 16:54

Ho notato inadeguatezza e/o l'inconsistenza nella tua domanda mgreen mgreen mgreen
Mah in realtà, magari risultando anch'io inadeguato/inconsistente, il metodo scientifico non è altro che il metodo induttivo applicato con i 2 punti di partenza:
a) La realtà è causale.
b) Possiamo percepire in qualche misura la realtà.

In pratica induci una proposizione generale a partire da quello che sai e sfruttando i due postulati di sopra cerchi di perfezionare la tua proposizione induttivamente finché non riesci più a farti venire in mente modi per falsificarla.
(Il modo in cui si sfrutta la prima ipotesi magari si può esprimere in maniera figa in termini di sigma-algebre adattate e statistiche sufficienti i.e tutta l'informazione che ti serve la vai a cercare in quello che è successo in passato[affermo che domani piove basandomi sulla storia dell'universo fino ad adesso, non sul meteo marziano tra 3500 anni]).
In questo senso dunque scientificamente non si dimostra nulla, si accetta temporaneamente un modello e se vogliamo gli si associa un livello di confidenza probabilistico(in senso Bayesiano) che fa da metro di giudizio per la bontà del modello.

Dunque in pratica non si falsifica il metodo scientifico perché il metodo scientifico è un punto di partenza basato sull'induzione, la quale non di dimostra deduttivamente.

Se ho sparato minchiate ditelo pure.

Quanto a paradossi, questo è un classico storico di enorme importanza visto che è alla base dell'assiomatizzazione della matematica in maniera rigorosa(nel quale si dimostra che appunto la classe di tutti gli insiemi è effettivamente una classe propria e non un insieme).
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da delfi68 il Lun Dic 15 2014, 18:17

Il metodo scientifico e' ottimamente approssimativo in un insieme di metodi del tutto inaffidabili. In una realta' indeterminabile e' la cosa piu' affidabile di cui disponiamo.

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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Ludwig von Drake il Lun Dic 15 2014, 19:07

Beh,  fino al giorno del ringraziamento non potremo saperlo (ovvero, se ti interessa,  leggi il tacchino induttivista, che ben chiarisce i limiti intrinseci della nostra analisi scientifica).
Dopodiché, sempre in merito al funzionamento della scienza, c'è il dibattito più interessante che abbia letto in merito, vedi Popper, Kuhn, Lakatos (non so se altri hanno proseguito l'argomento trattato da questi tre - da cui quella di Lakatos a me sembra la sintesi più sensata).
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da delfi68 il Lun Dic 15 2014, 19:44

Facci una breve sintesi, a me interessa molto!

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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Ludwig von Drake il Lun Dic 15 2014, 21:45

@delfi68 ha scritto:Facci una breve sintesi, a me interessa molto!
Partiamo dal tacchino, che copio e incollo, tanto è breve:
Un tacchino, in un allevamento statunitense, decise di formarsi una visione del mondo scientificamente fondata (una wissenschaftliche Weltauffassung, secondo i neopositivisti del Wiener Kreis).

«Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno il cibo alle 9 del mattino". Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato.>>
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Ludwig von Drake il Lun Dic 15 2014, 21:55

Popper: le teorie devono essere falsificabili, pertanto in caso di prova contraria una teoria deve essere abbandonata per una più efficace.
Kuhn: le anomalie, le prove anche contrarie alle tesi, vengono accantonate. L'evoluzione scientifica non varia in base alle prove ma ai periodi, esistono periodi di normalità in cui le teorie vengono aggiustate con ipotesi ad hoc o le anomalie ignorate e poi periodi di cambiamento (buttata lì, non sono ferratissimo su Kuhn).
Lakatos (il più interessante): esistono complessi programmi di ricerca, in cui il nocciolo di una teoria è circondato da ipotesi accessorie, che difendono la teoria centrale dalla falsificazione. La differenza non è tra falso e vero ma tra programmi progressivi (che portano alla scoperta di nuovi fatti) e programmi degenerativi (in cui le ipotesi ad hoc si moltiplicano). I periodi di rivoluzione di cui parlava Kuhn corrispondono al momento in cui si scoprono programmi di ricerca migliori.
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Ludwig von Drake il Lun Dic 15 2014, 21:57

Qui un sunto non scritto al volo dal cell (cercato su internet, sembra affidabile a una prima occhiata):

www.carosotti.it/guida-allo-studio-della-filosofia-800-e-900/popper-kuhn-lakatos
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da delfi68 il Lun Dic 15 2014, 22:26

Wow.. chapeaux..me li divoro, grazie!!!

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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da JoJo il Mar Dic 16 2014, 10:29

@Tommy the Cat
@Tommy the Cat ha scritto:Ho notato inadeguatezza e/o l'inconsistenza nella tua domanda mgreen mgreen mgreen
non ne dubitavo  mgreen

Mah in realtà, magari risultando anch'io inadeguato/inconsistente, il metodo scientifico non è altro che il metodo induttivo applicato con i 2 punti di partenza:
a) La realtà è causale.
b) Possiamo percepire in qualche misura la realtà.

In pratica induci una proposizione generale a partire da quello che sai e sfruttando i due postulati di sopra cerchi di perfezionare la tua proposizione induttivamente finché non riesci più a farti venire in mente modi per falsificarla.
[...]
In questo senso dunque scientificamente non si dimostra nulla, si accetta temporaneamente un modello e se vogliamo gli si associa un livello di confidenza probabilistico(in senso Bayesiano) che fa da metro di giudizio per la bontà del modello.

Dunque in pratica non si falsifica il metodo scientifico perché il metodo scientifico è un punto di partenza basato sull'induzione, la quale non di dimostra deduttivamente.
ok, fin qua ti seguo abbastanza (a parte il senso bayesiano  lookaround )
volendo però riformulare il mio discorso "paradossale" potremmo dirlo meglio in questo modo (ci provo, spero di non inarzigogolarmi...):
1 - IPOTESI) il metodo è valido
2) esso dice che una teoria/affermazione è valida fino a che non viene falsificata
3) possiamo considerare tale metodo valido fino a che non lo falsifichiamo
4) se lo falsifichiamo --> non è più valido perchè al punto 2, e quindi 1 è falso
5) se è vero 4, lo è perchè il metodo funziona, ovvero perchè 1 è vero, per cui abbiamo che
1 è falso <---> 1 è vero
e quindi abbiamo dimostrato che l'ipotesi è falsa utilizzando come premessa che l'ipotesi sia vera il che è ovviamente un controsenso

quindi, nel mio discorso puramente astratto, non parlavo di falsificare 'il metodo scientifico', bensì la sua validità/legittimità
es. (esempio impossibile, perchè non me ne vengono di possibili, visto che NON LO RITENGO possibile... cioè, sono qua a farmi seghe mentali con voi, ma sto parlando davvero in termini astratti e di non-sense, me ne rendo conto, ma tant'è)...
dicevamo, ESEMPIO: "tutti i corvi sono neri" è valida finchè non trovo un corvo non nero
nel momento in cui trovassi un corvo non nero e allo stesso tempo rimanesse valida (per qualche ragione che non può esistere) l'affermazione "tutti i corvi sono neri", avrei invalidato il principio secondo il quale "una cosa è (o può essere ritenuta) vera solamente finchè non viene falsificata". come ho fatto a invalidare tale principio? falsificando.... ovvero ritenendo valida una procedura che non è più valida secondo le "regole" dalla procedura stessa  lookaround
(mi scuso per l'uso piuttosto libertino e festaiolo che ho fatto dei termini, spero che cmq il mio discorso sia chiaro)
quindi la mia domanda rimane: potremmo mai scoprire che il metodo che ci siamo dati è invalido (basato su presupposti erronei)? se sì, secondo quali standard potremmo affermare ciò?
tutto questo sempre tenendo conto che sto filosofeggiando su un non-sense


Quanto a paradossi, questo è un classico storico di enorme importanza visto che è alla base dell'assiomatizzazione della matematica in maniera rigorosa(nel quale si dimostra che appunto la classe di tutti gli insiemi è effettivamente una classe propria e non un insieme).
bellissimo questo! Russell mi piace assai, devo cominciare a leggere qualcosa di più a riguardo  sisi
consigli?

@delfi68
@delfi68 ha scritto:Il metodo scientifico e' ottimamente approssimativo in un insieme di metodi del tutto inaffidabili. In una realta' indeterminabile e' la cosa piu' affidabile di cui disponiamo.
su questo sono d'accordissimo, infatti il mio era un discorso puor parlè  yessir

@Ludwig von Drake
@Ludwig von Drake ha scritto:Beh,  fino al giorno del ringraziamento non potremo saperlo (ovvero, se ti interessa,  leggi il tacchino induttivista, che ben chiarisce i limiti intrinseci della nostra analisi scientifica).
Dopodiché, sempre in merito al funzionamento della scienza, c'è il dibattito più interessante che abbia letto in merito, vedi Popper, Kuhn, Lakatos (non so se altri hanno proseguito l'argomento trattato da questi tre - da cui quella di Lakatos a me sembra la sintesi più sensata).
letto di popper e trovato il libro "logica della scoperta scientifica", mi aspetto (almeno) di cominciarlo durante le vacanze...
intanto grazie per il link, piano piano ora vedo di leggermi tutta la pagina, cercando anche di capirci qualcosa ça_va

nota a margine: anche Popper mi ispira, quindi che cosa mi consiglieresti di suo (tenendo conto che sono abbastanza a digiuno di filosofia)?


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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mar Dic 16 2014, 14:23

Introduzione a Popper de La terza
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da JoJo il Mar Dic 16 2014, 15:28

@Ludwig von Drake ha scritto:Introduzione a Popper de La terza
ça_va thanks
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Mazda il Mar Dic 16 2014, 16:57

clown


Ultima modifica di Mazda il Mar Dic 16 2014, 17:11, modificato 1 volta
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Mazda il Mar Dic 16 2014, 17:09

sono veramente felice che dopo due anni di sporco lavoro ormai l'epistemologia non sia più una parolaccia anche fra gli ateacci duri e puri del forum... che se ne scorga la fondamentale importanza per poter usare le parole verità e scienza non a sproposito...


il prossimo step sarà la fenomenologia.  ekk

per robe come l'ermeneutica o il pensiero complesso ci vorrà molta più pazienza... sisi



il mio animo da docente ne è quasi commosso...  hhh


ma visto che il 3d è sui paradossi (e la cosa mi fa ancor più piangere perchè vuol dire che stiamo davvero uscendo dal razionalismo più ingenuo...)
metto quello che in assoluto è il capolavoro, che amò molto anche Morin, maestro del pensiero complesso:
«Una proposizione esprime una verità profonda, se e solo se anche la sua negazione esprime una verità profonda » [Niels Bohr]

chiunque capisca al volo la abbacinante profonda verità di questo apparente paradosso...
ha una speranza di capire cosa sia la verità...
e quindi cosa sia la ragione...
i suoi limiti...
e quindi la sua natura e tutta la sua potenzialità...


l'amore per la verità è come l'amore per una bella donna...
all'inizio ci si innamora e tutto sembra certo e perfetto... tutto sembra nelle tue mani...
poi si scoprono i limiti, la quotidiana fatica del convivere e cercarsi e trovarsi...
alcuni si fan prendere dallo sconforto e mollano... e cercano altri amori... e dicono: "la verità non esiste"...
altri invece continuano a credere a quella intuizione iniziale... e sanno andare avanti fino a scoprire che quelli che sembravano limiti invincibili ed inaccettabili, quasi da tacere e nascondere...
sono proprio la chiave per una armoniosa vita assieme...


i limiti altro non sono che i lineamenti che disegnano lo splendido volto della amata...
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Tommy the Cat il Mar Dic 16 2014, 18:26

@Jojo
L'inghippo sta nel fatto che il metodo scientifico si applica solo ad ipotesi falsificabili ed il metodo stesso non è falsificabile per definizione. Io assumo per via induttiva un metodo che mi permetta per via induttiva di fare affermazioni che però devono essere falsificabili.

Il caso del corvo non funziona perché la verità 'temporanea' di 'tutti i corvi sono neri' salta fuori dallo stesso sistema formale e quindi se hai una contraddizione seguente da un osservazione(corvo bianco), allora quella affermazione non era vera in principio.

In realtà appunto i termini che stiamo usando non sono proprio adatti, il metodo scientifico non ha una logica 0, 1 ma più bayesiana(1) in natura.

(1) L'interpretazione bayesiana della probabilità non è altro che quell'interpretazione naturale che la persona media ha in mente quando dice che secondo lui c'è una probabilità x che un evento A accada, ovvero un numero tra 0 ed 1 che rappresenta un livello di confidenza soggettivo nel verificarsi dell'evento A.
L'interpretazione più scientifica in prima veduta sarebbe quella frequentista e basata sull'esperimento ripetuto e la frequenza di successi, ma fondamentalmente questa non è sempre applicabile i.e un frequentista non può dirti se una moneta è taroccata o meno se non gliela fai lanciare un pò di volte, mentre il bayesiano ha comunque un livello personale di fiducia nella bontà della moneta e lanciarla può sostanzialmente aiutarlo a confermare la sua idea o meno. Allo stesso modo non possiamo dire se il sole sta per esplodere o meno con un livello di confidenza frequentista in quanto non è un esperimento ripetibile, mentre un bayesiano in principio ha le sue ragioni per dargli una bassa probabilità ad esempio oppure un alta se è qualche cultore dell'apocalisse o simile.
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mar Dic 16 2014, 19:45

... e in ogni caso, possiamo essere solo certi del fatto che non sia esploso otto minuti fa.
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da JoJo il Mar Dic 16 2014, 21:07

@Mazda ha scritto:sono veramente felice che dopo due anni di sporco lavoro ormai l'epistemologia non sia più una parolaccia anche fra gli ateacci duri e puri del forum... che se ne scorga la fondamentale importanza per poter usare le parole verità e scienza non a sproposito...


mgreen clown


ps. domani, con calma, leggo tutto e vedo magari di mettere anche un commento serio, promesso sisi
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Akka il Mar Dic 16 2014, 21:40

i paradossi...

epidemide di creta dicva 'tutti i cretesi sono bugiardi', il che se è vero è falso, se è falso è vero... qualcosa non funge...

qualcuno(Kripke), ha tentato di dare la colpa al principio di bivalenza aristotelico, dopotutto perchè dovrebbero esistere solo proposizioni vere e non vere? quindi introduce pure quelle nè vere nè valse

peccato che, se modifichi gli assiomi del sistema, il paradosso lo scansi solo in prima battuta, perchè sarà sempre possibile riformularlo in un altro modo(ricorda qualcosa?)

ora sappiamo che esistono

a)proposizioni vere
b)proposizioni non vere
c)proposizioni nè vere nè false

quindi

(1) io sono una proposizione falsa

secondo questa logica trivalente il mentitore standard è risolto, (1) non è nè vera nè falsa

peccato che possa essere riformulato così(la vendetta del mentitore l' hanno chiamato!!)

(2) io sono una proposizione non vera

quindi se a), allora (2) infondo non è vera
e se b) o c) allora, in ambo i casi, non è vera

la spiegazione in termini formali è arrivata con tarski, il problema di questo tipo di paradossi, detti paradossi semantici (perchè chiamano in causa il significato e in particolare la nozione più importante del significato, quella di verità), starebbe nel fatto che è ignorata la distinzione fondamentale tra 'linguaggio oggetto' e 'metalinguaggio'

per tarski i paradossi possono presentarsi solo se i due livelli linguistici vengono confusi

insomma, la nozione di verità non può essere formulata all' interno di un certo linguaggio L attraverso L stesso

per chiarezza

(3) 2+2=4

(4) 2+2=5

(5) (3) è un teorema valido dell' aritmetica, (4) no

insomma, (3) e (4) sono enunciati espressi tramite quello che tarski chiama 'linguaggio oggetto', mentre (5) è un enunciato espresso nel 'metalinguaggio', ovvero quello che ci permette di attribuire verità agli enunciati del linguaggio oggetto

è un po' l' analogo della teoria della dimostrazione di hilbert, che distingue tra 'matematica' e 'metamatematica'

quindi non si può esprimere un giudizio di verità sul linguaggio oggetto attraverso lo stesso linguaggio oggetto, ovvero ciò che avviene nel paradosso del mentitore

in qualche modo ciò era già stato intuito da agostino, che nel 'de magistro', nelle pagine dedicate all' indagine del linguaggio, dove analizzando alcuni paradossi linguistici, distingue tra uso e menzione; più tardi anche dagli scolastici, con maggior rigore, introdussero la dottrina delle suppositio formalis e suppositio materialis(l' anologo di linguaggio oggetto/metalinguaggio)

ma allora perchè i paradossi ci 'preoccupano', o comunque ci danno da pensare? dopotutto abbiamo capito come non sbatterci il muso..

giustamente si è parlato di metodo scientifico, del fatto che per funzionare richieda l' accettazione di certi principi non dimostrabili, fissati a priori

per me il punto di svolta si ha con cartesio, non a caso il filosofo del metodo, la cui gnoseologia produce un cambiamento radicale nella nozione di verità

bisogna anche capirne le ragioni, la sua preoccupazione era dare una base certa e indubitabile alla conoscenza, per evitare errori come il geocentrismo, episodio che lo segnò in profondità

Spoiler:
Cartesio vi perviene mosso dalla ricerca di un metodo che dia la possibilità all'uomo di distinguere il vero dal falso, non soltanto per un fine strettamente speculativo, ma anche in vista di un'applicazione pratica nella vita. Per scoprire tale metodo, il filosofo francese adotta un procedimento di critica totale della conoscenza, il cosiddetto dubbio metodico, consistente nel mettere in dubbio ogni affermazione, ritenendola almeno inizialmente falsa, nel tentativo di scoprire dei principi ultimi o delle massime che risultino invece indubitabili e su cui basare poi tutta la conoscenza.[2]

Cartesio sostiene che nemmeno le scienze matematiche, apparentemente certe, possono sottrarsi a tale scetticismo metodologico: non avendo una conoscenza precisa e sicura della nostra origine e del mondo che ci circonda, si può ipotizzare l'esistenza di un "genio maligno" che continuamente ci inganni su tutto, anche su di esse. Si giunge così al dubbio iperbolico, estremizzazione limite del dubbio metodico.

A prima vista, quindi, per l'uomo non c'è alcuna certezza. Eppure, quand'anche il "genio maligno" ingannasse l'uomo su tutto, non può impedire che, per essere ingannato, l'uomo deve esistere in qualche modo. Non è certo detto che l'uomo esista come corpo materiale, perché egli non sa ancora nulla della materia. Ma l'uomo è sicuro di esistere in quanto è un soggetto che dubita, e quindi pensa. Cogitare in latino significa «pensare»: l'uomo perciò esiste perlomeno come sostanza pensante o res cogitans.

Cartesio perviene a questa certezza perché, pur provando a dubitare di tutti i suoi pensieri, si accorge che il dubitare di pensare è ancora un pensare: l'atto di supporre che io possa ingannarmi coincide infatti con l'io che verrebbe ingannato, c'è quindi una perfetta identità tra conoscente e conosciuto. Poiché il dubbio scettico dubitava che all'idea corrispondesse la realtà, cioè l'oggetto pensato, ora questo dubbio non ha più motivo di esistere, perché Cartesio ritiene di aver dimostrato una volta per tutte che quando si ha un'idea evidente questa corrisponderà necessariamente alla realtà: appunto come accade con il cogito ergo sum.

Con il cogito ergo sum Cartesio sembra rifarsi alla filosofia di Agostino e alla sua affermazione Si fallor sum (Se sbaglio esisto),[3] ma in realtà ne capovolge radicalmente la prospettiva: per Agostino, infatti, il dubbio era espressione della verità, e significava che io ho la capacità di dubitare solo in quanto c'è una Verità che mi trascende e rende possibile il mio pensiero.

Cartesio invece, che tiene lui stesso a sottolineare la differenza col metodo agostiniano, intende affermare che è la verità a scaturire dal dubbio, non viceversa. Il fatto di dubitare, cioè, è la condizione che mi permette di dedurre la verità.[4] Solo così il dubbio può diventare "metodico": arrivando a giustificarsi da sé, e non sulla base di una verità ad esso pregressa, il dubbio stesso si assume il compito di distinguere il vero dal falso.


http://it.wikipedia.org/wiki/Cogito_ergo_sum

il problema è che se diamo credito a cartesio, la verità, ottenuta attraverso i criteri metodoligici della massima certezza ed evidenza, diventa auto-referente! il che non vuol dire cadere immediatamente nel paradosso, certo però implica l' abbandono della verità come adaeguatio intellectus ad rem

allora forse aveva ragione agostino, la verità trascende il pensiero, il pensiero non è qualcosa di chiuso in se stesso che deve trovare il proprio criterio di verità al suo inerno,  ela certezza e l' auto-evidenza che andava ricercando cartesio, tentando di fondare la conoscenza con rigore matematico, non sono i criteri da cui scaturisce la verità

in qualche modo i teoremi di godel ci dicono proprio questo(almeno interpretati in un certo modo, che poi era quello stesso di godel), se la semantica trascende la sintassi, significa che la coerenza interna di un certo sistema non ci dice ancora nulla circa la sua verità, insomma la correttezza sintattica è condizione necessaria ma non sufficiente della verità

io posso mentire senza contraddirmi, e questo non basta ancora per provare che sto dicendo il vero, certo è che se mi contraddico, di sicuro non sto dicendo il vero

quindi stiamo con agostino o con cartesio? be' io ho pochi dubbi, ma è la mia visione delle cose, in realtà dipende dalla concezione metafisca che abbiamo del mondo, sarebbe inutile andare a cercare prove empiriche, è una questione strettamente filosofica


Ultima modifica di Akka il Mar Dic 16 2014, 22:04, modificato 6 volte
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Lyallii il Mar Dic 16 2014, 21:42

Mi rifiuto categoricamente d andare a vedere cosa significa ' l'ermeneutica '.


Oh parlate normale cribbio!!

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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Mazda il Mar Dic 16 2014, 22:05

@Akka ha scritto:i paradossi...

...

in realtà dipende dalla concezione metafisca che abbiamo del mondo, sarebbe inutile andare a cercare prove empiriche, è una questione strettamente filosofica[/i]


grazie akka per questo tuo post veramente bello e per il tempo che ci avrai speso a scriverlo e prima ancora per il lunghi anni a chiarirti le idee che mi sembrano sempre più chiare e condivisibili.


che bello.

sempre più commosso... hhh hhh hhh hhh hhh hhh


aspetto ad aggiungere carne al fuoco... altrimenti si fa solo fumo... e invece di farci i segnali come fa il tuo capo indiano nell'avatar... a me vien solo voglia di fumarmelo wink
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Akka il Mar Dic 16 2014, 22:19

vabbè, è che c'ho tempo da perdere risata

l' ermeneutica...

roba da iniziati asd

apparti gli scherzi, a me ormai pare evidente che non vi sia reale contrapposizione tra pensiero filosofico e scienza, forse neppure con le religioni, almeno se stiamo un po' attenti a non cadere in banalizzazioni frettolose...
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Akka

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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Hara il Mer Dic 17 2014, 01:48

Cari amici

vi prego di ripostare il presente, abbiate però cura di scrivere 'si', o qualunque altro segno di vostra scelta, nello spazio vuoto in calce se, e soltanto se, ritienete di poter legittimamente predire che io, ricevendo di ritorno il post, troverò questo spazio ancora vuoto.

Cordialmente.

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Hara

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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Lyallii il Mer Dic 17 2014, 09:18

@akka chair4qr
Lo so benissimo che vuol dire quella parola...
 L ho cercata su wikipedia risatarisata

Commovetevi tutti!!
Solo che ora ho scordato di nuovo che vuol dire in realtà ....

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Il mio zito virtuale è fuxino, il mio amante geloso è akka!
 cuori
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mer Dic 17 2014, 09:27

@Akka ha scritto:vabbè, è che c'ho tempo da perdere risata

l' ermeneutica...

roba da iniziati  asd

apparti gli scherzi, a me ormai pare evidente che non vi sia reale contrapposizione tra pensiero filosofico e scienza, forse neppure con le religioni, almeno se stiamo un po' attenti a non cadere in banalizzazioni frettolose...
Più che in banalizzazioni, eviterei di cadere in errori.
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Re: dossi e paradossi

Messaggio Da JoJo il Mer Dic 17 2014, 10:41

EDIT


Ultima modifica di JoJo il Mer Dic 17 2014, 10:48, modificato 1 volta
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Re: dossi e paradossi

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