Come fu che la Chiesa infibulò Maria

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Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da random il Mar 2 Dic 2014 - 23:16


Ci siamo. Ancora solo qualche giorno e nei cieli della cristianità apparirà lei, la Madonna Immacolata. Apparirà per ricordare ai poveri di spirito quanto l’impossibile sia possibile quando c’è fede - anche in modica quantità - in quello che i pastori ammanniscono, con la più solenne serenità, alle pecorelle di un gregge disponibile ad abbeverarsi – e senza troppe domande – alla fonte dei “misteri della fede. Apparirà e sarà nuovamente Immacolata concezione.

L’ “immacolata concezione”, assieme al parto virginale a all’ “assunzione” , costituisce uno dei pilastri che sorreggono la mariologia. Secondo la dogmatica cattolica, Maria, una ingenua e pia adolescente ebrea, venne prescelta “da sempre” e preservata dal peccato originale (immacolata concezione). Ingravidata per opera dello Spirito Santo, partorì un figlio-dio (Gesù) rimanendo vergine; prima, durante e dopo il parto. Maria, la madre di Dio, è la “semprevergine”. Sarà andata proprio così? Vediamo.

Roma, 8 Dicembre 1854. Con la bolla Ineffabilis Deus, Pio IX afferma solennemente:

“… con l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli.”

È l’ “Immacolata concezione”. Dopo quasi due millenni di elaborazione teologica, di dispute accese, di guerre di religione e di studi biblici, non se n’era accorto nessuno. Sbalorditivo!

Pochi anni dopo, il 25 marzo 1858, a Lourdes sarà la “Signora” in persona a dichiarare:

“Io sono l’Immacolata concezione” alla inconsapevole Bernadette. Bisogna proprio dirlo, un tempismo… della madonna.

Ma chi è Maria, questa ragazzina ebrea, questa vergine perpetua “immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento”, di cui tanto si parla; la “Regina Coeli” a cui tanti si appellano, la faccia pulita di quell’intricato e composito universo femminile che il ruvido misoginismo di una Chiesa tutta al maschile, ha polarizzato in due archetipi antagonisti: Eva o Maria, santa o puttana?

Seguendo il filo del Catechismo della Chiesa Cattolica (blu), provo a districarmi in questa favola mariana. E se qualcuno decide di seguirmi, sappia che lo fa a suo rischio perché il post non è né breve né lieve; spero che sia almeno interessante. Esorcizzati i sensi di colpa (i miei), leviamo l’ancora e … buona navigazione.

484 L’Annunciazione a Maria inaugura la “pienezza del tempo” (Gal 4,4), cioè il compimento delle promesse e delle preparazioni. Maria è chiamata a concepire colui nel quale abiterà “corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9). La risposta divina al suo “Come è possibile? Non conosco uomo” (Lc 1,30) è data mediante la potenza dello Spirito: “Lo Spirito Santo scenderà su di te” (Lc 1,35)

488 “Dio ha mandato suo Figlio” (Gal 4,4), ma per preparargli un corpo, ha voluto la libera collaborazione di una creatura. Per questo, Dio, da tutta l’eternità, ha scelto, perché fosse la Madre del Figlio suo, una figlia d’Israele, una giovane giudea di Nazaret in Galilea, “una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria” (Lc 1,26-27):

• “Dio ... ha voluto la libera collaborazione di una creatura”

• “Dio, da tutta l’eternità, ha scelto ... una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide”

Come si concilia la “libera collaborazione” con la scelta fatta “da tutta l’eternità”? Poteva Maria scegliere davvero liberamente o era uno strumento docile e sottomesso al volere divino?

(segue 488) Volle il Padre delle misericordie che l’accettazione di colei che era predestinata a essere la Madre precedesse l’Incarnazione, perché così, come la donna aveva contribuito a dare la morte, la donna contribuisse a dare la vita. (Conc. Eucum. Vat. II, Lumen gentium, 56)

Nemmeno il Concilio Vaticano II ha saputo superare la millenaria cultura misogina della Chiesa. Eva (colei che dà la morte) è contrapposta a Maria (colei che dà la vita). Maria è la “Madre” salvifica contrapposta a Eva la “donna” peccatrice.

491 Nel corso dei secoli la Chiesa ha preso coscienza che Maria, colmata di grazia da Dio (Lc 1,28), era stata redenta fin dal suo concepimento. E’ quanto afferma il dogma dell’Immacolata Concezione, proclamato da papa Pio IX nel 1854:

La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale. (Pio IX, Bolla Ineffabilis Deus).

496 Fin dalle prime formulazioni della fede, la Chiesa ha confessato che Gesù è stato concepito nel seno della Vergine Maria per la sola potenza dello Spirito Santo, ed ha affermato anche l’aspetto corporeo di tale avvenimento: Gesù è stato concepito “senza seme, per opera dello Spirito Santo” (Conc. Lateranense - 649). Nel concepimento verginale i Padri ravvisano il segno che si tratta veramente del Figlio di Dio, il quale è venuto in una umanità come la nostra:

Così, sant’Ignazio di Antiochia (inizio II secolo):
“Voi siete fermamente persuasi riguardo a nostro Signore che è veramente della stirpe di Davide secondo la carne (Rm 1,3), Figlio di Dio secondo la volontà e la potenza di Dio (Gv 1,13), veramente nato da una Vergine, ... veramente è stato inchiodato [alla croce] per noi, nella sua carne, sotto Ponzio Pilato ... Veramente ha sofferto, così come veramente è risorto”.
(Sant’Ignazio di Antiochia, Epistula ad Smyrnaeos, 1-2)


L’affermazione di Sant’Ignazio riprende un passo di San Paolo nella Lettera ai Romani (1,3) “nato dalla stirpe di Davide secondo la carne”. Questa affermazione dà spunto per alcune considerazioni:

• Gesù è figlio di Dio che lo ha concepito nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo: non ha un “padre nella carne”;

• Gesù non discende “nella carne” dalla stirpe di Davide perché non è figlio carnale di Giuseppe che invece - come vogliono dimostrare le genealogie presenti in Matteo (1,1ss) e in Luca (3,23ss) - fa parte a pieno titolo della stirpe reale;

• l’estraneità - “nella carne” - di Gesù rispetto alla discendenza di Davide, mette in dubbio uno dei presupposti delle profezie riguardanti il Messia che doveva nascere dalla stirpe di Davide;

• Paolo, al quale è sconosciuta la tesi del concepimento verginale ad opera dello Spirito Santo, sembra convinto che Gesù sia effettivamente figlio di Giuseppe “secondo la carne” e quindi che discenda dalla famiglia reale di Davide;

497 I racconti evangelici (Mt 1,18-25; Lc 1,26-38) considerano la concezione verginale un’opera divina che supera ogni comprensione e ogni possibilità umana (Lc 1,34): “Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”, dice l’angelo a Giuseppe riguardo a Maria, sua sposa (Mt 1,20). La Chiesa vede in ciò il compimento della promessa divina fatta per bocca del profeta Isaia: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio” (Is 7,14).

La profezia

Isaia, 7,1
Nei giorni di Acaz figlio di Iotam, figlio di Ozia, re di Giuda, Rezin re di Aram e Pekach figlio di Romelia, re di Israele, marciarono contro Gerusalemme per muoverle guerra, ma non riuscirono ad espugnarla.

Isaia 7,10ss
Il Signore parlò ancora ad Acaz dicendo: “Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto”. Ma Acaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”. Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio?

Isaia, 7,14ss
Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele, finchè non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poichè prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re.

Qualche osservazione:

• solo Matteo e Luca, entrambi in un solo passo, parlano del concepimento verginale di Gesù (Mt 1,18ss; Lc 1,26ss); Paolo, Marco - autore del Vangelo più antico -, il Vangelo di Giovanni, la Lettera agli Ebrei e gli Atti degli Apostoli tacciono su questo punto;

• nella profezia di Isaia la definizione di “vergine” al riguardo della futura puerpera si fonda su una traduzione errata; infatti il termine usato dal profeta è almà che significa “fanciulla, giovane donna in età da marito” e non vergine (ebr. betulà) in senso biologico; in Matteo (1,23) appare il termine “vergine” perché nella nella traduzione greca (Settanta, III sec. a.C.) il termine almà è tradotto con parthenos (vergine); questa “libertà” di traduzione venne riconosciuta anche da Giovanni Paolo II;

• anche se Isaia avesse parlato di una vergine non avrebbe comunque inteso un concepimento verginale; infatti, ammettendo che Isaia intendesse almà nel senso di “vergine”, direbbe semplicemente che la futura madre del bambino, prima di concepirlo, era vergine e non che la procreazione ne avrebbe preservato la verginità per un intervento soprannaturale;

In ogni caso, fanciulla o vergine che fosse la futura puerpera, quando Isaia parla di una giovane donna che resta incinta, lo fa riferendosi ad un avvenimento vicino al momento in cui annuncia il “segno divino” e non di un fatto che sarebbe accaduto 700 anni dopo: Infatti la profezia dice che il paese dei re che assediano Gerusalemme (Rezin re di Damasco e Pekach re di Samaria: è la guerra siro-efraimitica del 734 a.C.) sarà devastato prima che il bambino “Emmanuele” abbia raggiunto l’età della ragione (Is. 7,16: Poichè prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re.); negli anni 733 e 732 a.C. i regni di Damasco e Siria vengono conquistati dagli Assiri e il pericolo che incombeva su re Acaz viene scongiurato. In quel tempo il bambino Emmanuele, era ancora troppo piccolo per “giudicare”, come aveva detto il profeta;

498 Il silenzio del Vangelo secondo San Marco e delle Lettere del Nuovo Testamento sul concepimento verginale di Maria è stato talvolta causa di perplessità. Ci si è potuto anche chiedere se non si trattasse di leggende o di elaborazioni teologiche senza pretesa di storicità. A ciò si deve rispondere: La fede nel concepimento verginale di Gesù ha incontrato vivace opposizione, sarcasmi o incomprensione da parte dei non-credenti, giudei e pagani: essa non trova motivo nella mitologia pagana nè in qualche adattamento alle idee del tempo. Il senso di questo avvenimento è accessibile soltanto alla fede, la quale lo vede in quel “nesso che lega tra loro i vari misteri” (Conc. Vat. I), nell’insieme dei Misteri di Cristo, dalla sua Incarnazione alla sua Pasqua. Sant’Ignazio di Antiochia già testimonia tale legame: “Il principe di questo mondo ha ignorato la verginità di Maria e il suo parto, come pure la morte del Signore: tre Misteri sublimi che si compirono nel silenzio di Dio”.

lettura 1
Uta Ranke-Heinemann, Eunuchi per il regno dei cieli


La leggenda del concepimento verginale si trova soltanto in Matteo e in Luca. Ma anche in entrambi questi vangeli essa si incontra soltanto nelle sezioni più tarde, mentre in quelle più antiche non si trova ancora nulla. Le genealogie di Gesù in Matteo (cap. 1) e in Luca (cap. 3) furono scritte in un periodo nel quale era pacifico che il padre di Gesù fosse Giuseppe. Queste genealogie vogliono dimostrare che Gesù, attraverso Giuseppe, discende da Davide. Il presupposto è qui che Giuseppe sia il padre di Gesù, e anche Maria stessa lo indica come tale (Lc 2,48). Solo nelle stratificazioni più recenti di questi due vangeli troviamo l’idea di un concepimento verginale come espressione immaginosa di un particolare intervento di Dio nella storia della salvezza. Essa è perciò tanto poco considerata dal Nuovo Testamento come una descrizione storica e tanto poco da prendersi alla lettera come la rappresentazione della creazione di Adamo da una zolla di terra nell’Antico Testamento. Entrambe queste rappresentazioni così espressive vogliono significare che la creazione del primo uomo e la creazione del “secondo uomo”, come Gesù è chiamato da Paolo (1Cor 15), sono opera di Dio.

499 L’approfondimento della fede nella maternità verginale ha condotto la Chiesa a confessare la verginità reale e perpetua di Maria (II Conc. di Costantinopoli) anche nel parto del Figlio di Dio fatto uomo. Infatti la nascita di Cristo “non ha diminuito la sua verginale integrità, ma l’ha consacrata” (Conc. Vat. II, Lumen gentium, 57). La liturgia della Chiesa celebra Maria come “Aeiparthenos”, “sempre Vergine”.

Maria è “Aeiparthenos”, sempre Vergine e questa peculiarità le viene riconosciuta “ante partum, in partu, post partum” (prima, durante e dopo il parto).

La Liturgia della Chiesa, che celebra Maria come “sempre Vergine”, sembra essere contraddetta da Matteo e da Luca:



Alcune considerazioni:


  • Matteo non afferma che Giuseppe non ebbe mai rapporti sessuali con Maria ma che “non la conobbe fino a che partorì un figlio”; quindi sembra logico e lecito dedurre che, dopo la nascita di Gesù, Giuseppe e Maria avessero normali rapporti matrimoniali;


  • entrambi gli evangelisti indicano Gesù come “primogenito” e questo lascia intendere che, successivamente, Maria abbia avuto altri figli (i fratelli e le sorelle di Gesù);


  • al bambino, diversamente da quanto aveva profetizzato Isaia, viene imposto il nome di Gesù (ebr. Dio salva) e non Emmanuele (ebr. Dio con noi);


lettura 2
K. Deschner, Il gallo cantò ancora. Storia critica della Chiesa


“Lo stesso Dottore della Chiesa Ireneo, padre della dogmatica cattolica, sul fondamento della scrittura e della tradizione, fu del parere che Maria fu vergine fino alla nascita di Gesù, ma che dopo fu la moglie di Giuseppe a tutti gli effetti. Della medesima opinione fu anche Tertulliano, che sostenne il punto di vista rappresentato da Mt 1,25, secondo il quale dopo la nascita di Gesù, Giuseppe usò pieni rapporti coniugali con Maria, dai quali sarebbero nati i suoi fratelli. Tali testimonianze dei Padri della Chiesa o vengono nascoste dai teologi cattolici o vengono completamente distorte. Prima del III secolo nessun Padre della Chiesa sa di una perenne verginità di Maria, anzi tutto lascia intendere ch’essi fossero convinti del matrimonio effettivo di Maria e di Giuseppe dopo la nascita di Gesù; nella Chiesa occidentale fino alla metà del IV secolo non esiste alcuna testimonianza sicura sulla fede in una perenne verginità di Maria; al contrario, due Padri della Chiesa tanto importanti come Ireneo e Tertulliano attestano con certezza il contrario, e da altri si evince inequivocabilmente la medesima opinione.”

“Fu solo nel tardo secolo IV che la concezione diversa proveniente dall’oriente fu condotta alla vittoria da Gerolamo e Ambrogio: il nuovo dogma venne proclamato in oriente dal Concilio di Efeso del 431, mentre in occidente bisognerà attendere il Concilio Laterano del 649.”

lettura 3
Simone de Beauvoir, Il secondo sesso


“La ripugnanza del cristianesimo per il corpo femminile è tale che acconsente a votare il suo Dio a una morte ignominiosa, ma vuol risparmiargli l’infamia della nascita: il Concilio di Efeso nella Chiesa orientale, quello Laterano in Occidente dogmatizzano la nascita verginale del Cristo. I primi Padri della Chiesa - Origene, Tertulliano, Girolamo - pensavano che Maria avesse partorito nel sangue e nella sporcizia come ogni altra donna; ma prevalse l’opinione di Sant’Ambrogio e di Agostino. Il seno della vergine è rimasto chiuso.”

“La verginità di Maria ha un valore essenzialmente negativo: colei da cui è uscita la redenzione della carne non è carnale; è intatta, mai posseduta.


500 A ciò si obietta talvolta che la Scrittura parla di fratelli e di sorelle di Gesù (Mc 3,31-35; 6,3; 1Cor 9,5; Gal 1,19). La Chiesa ha sempre ritenuto che tali passi non indichino altri figli della Vergine Maria: infatti Giacomo e Giuseppe, “fratelli di Gesù” (Mt 13,55) sono i figli di una Maria discepola di Cristo (Mt 27,56) la quale è designata in modo significativo come “l’altra Maria” (Mt 28,1). Si tratta di parenti prossimi di Gesù, secondo un’espressione non inusitata nell’Antico Testamento.

La confutazione più evidente della tesi che vorrebbe vedere nei “fratelli di Gesù” i figli di “una Maria discepola di Cristo” viene dalla lettura diretta del testo di Matteo (15,53-58):

“Terminate queste parabole, Gesù partì di là" e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli?

Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi?

Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?” E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua” E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.”


È impossibile non rilevare che:

• senza alcun dubbio si parla di Gesù figlio di Maria e di Giuseppe il falegname (il termine carpentiere è equivalente);

• che i fratelli di cui si fa menzione, così come le sorelle, sono posti in relazione inequivocabile con Gesù in quanto tutti figli di Maria;

• si può quindi escludere, al di là di ogni ragionevole dubbio, che “la gente” voglia in realtà riferirsi a “parenti prossimi di Gesù”;

Altre citazioni dei fratelli di Gesù

Mt 12,46ss
Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di Parlargli. Qualcuno gli disse: “Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti.

Mc 3,31ss
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: “Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano.

Mc 6,1ss
Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: “Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?

Lc 8,19
Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: “Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti.

Gv 2,12
Dopo questo fatto discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono là solo pochi giorni.

Gv 7,2
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle capanne, i suoi fratelli gli dissero: Parti di qui e và nella Giudea perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai.

Gv 7,10
Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto.

1Cor 9,5
Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno gli apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?

Gal 1,18
In seguito, dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore.

510 Maria è rimasta “Vergine nel concepimento del Figlio suo, Vergine nel parto, Vergine incinta, Vergine madre, Vergine perpetua” (Sant’Agostino, Sermones, 186,1: PL 38,999): con tutto il suo essere, ella è “la serva del Signore” (Lc 1,38).

Il dogma di Maria sempre Vergine (Aeiparthenos) è riconfermato e rimane dogma di fede cattolica; così come lo avevano voluto il II Concilio di Costantinopoli e il Concilio Vaticano II. E questo a dispetto del silenzio -al riguardo- dei testi dell’Antico come del Nuovo Testamento.

lettura 4
K. Deschner, Il gallo cantò ancora. Storia critica della Chiesa


Il Gesù biblico cresce con quattro fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda - Gesù è il maggiore (Lc 2,7) - e almeno tre sorelle. I fratelli e le sorelle di Gesù, spesso citati nel N.T., in ossequio al dogma successivamente stabilito della perenne verginità di Maria - ante partum, in partu, post partum - vengono fatti passare o come fratellastri, nati da un precedente matrimonio di Giuseppe, oppure come suoi cugini. Solitamente a partire dalla fine del II secolo Giuseppe viene raffigurato come un vecchio vedovo e i fratelli di Gesù come suoi fratellastri. Nella Storia di Giuseppe il falegname il padre di Gesù al compimento della sua unione con Maria è già novantenne, e anche nelle rappresentazioni dei secoli successivi egli è quasi sempre un vecchio. Secondo l’opinione della Chiesa, i fratelli di Gesù, tanto spesso chiamati in causa, sono “cugini”, partendo dal fatto che in Aramaico e in Ebraico non esiste un termine specifico per cugino e che l’indicazione di “fratello” - acha in Aramaico, ach in Ebraico - può essere usata anche per definire il “cugino”. L’argomentazione portata avanti è la seguente: quando il N.T. chiama questi “cugini” di Gesù suoi fratelli (adelphoi) si tratterebbe di un errore di traduzione; solo che nel N.T. adelphoi non significa mai “cugini”, perché se vuol parlare di cugini (anepsioi) usa proprio questa parola, ad esempio in Col 4,10. Il ragionamento ecclesiastico, dunque, non regge.

lettura 5
Uta Ranke-Heinemann, Eunuchi per il regno dei cieli


L’immagine del concepimento verginale corrisponde alle leggende e al linguaggio metaforico del mondo antico, che fa discendere dagli dei i personaggi di rango. Augusto, secondo Svetonio, era considerato figlio di Apollo; secondo Plutarco, Alessandro fu concepito per mezzo di un fulmine. Furono i cristiani a prendere più tardi alla lettera, in senso biologico, queste rappresentazioni, non in riferimento agli dei pagani naturalmente, ma al loro Dio cristiano, e ciò fino al XX secolo compreso.

.... la leggenda del concepimento verginale di Gesù parla della verginità di Maria fino alla nascita di Gesù: “Giuseppe non la conobbe fino a quando gli partorì il figlio a cui pose il nome di Gesù” (Mt 1,25).

.... Gesù ebbe fratelli e sorelle. Essi vengono ricordati da Marco (6,3) e da Matteo (13,55). Il fatto che nel Nuovo Testamento, e persino in Matteo stesso (cap. 13), venga fatta menzione di fratelli e di sorelle di Gesù, indica d’altra parte che questa immagine del concepimento verginale non venne intesa in senso pessimistico riguardo alla sessualità, come invece si fu sempre più inclini a fare nei secoli successivi con la storicizzazione di questa immagine.


In epoca successiva, cioè a partire dal secondo secolo, i fratelli e le sorelle di Gesù diventano fratellastri e sorellastre, nati da un precedente matrimonio di Giuseppe rimasto poi vedovo (protovangelo di Giacomo 9, scritto intorno al 150 d.C.), e infine, intorno al 400, Girolamo fa diventare i fratellastri e le sorellastre cugini e cugine e considera “empia apocrifa fantasticheria” la credenza che Giuseppe abbia avuto figli da un precedente matrimonio: alla vergine Maria corrisponde, secondo Girolamo, soltanto il vergine Giuseppe (Comm. in Evangelium Matthaei 12). E così Maria rimane vergine prima e dopo la nascita di Gesù. Ma anche l’ultima finestra della vulnerabilità verginale, cioè l’imene durante la nascita di Gesù, venne chiusa già nel secondo secolo. Nel protovangelo di Giacomo (19sg.) una levatrice spiega che l’imene di Maria è rimasto intatto durante la nascita di Gesù. Le immagini neotestamentarie del concepimento verginale hanno quindi acquisito consistenza autonoma per continuare poi nel racconto di una personale castità di Maria e di una sua integrità biologica.
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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da silvio il Mar 2 Dic 2014 - 23:45

Mi piace come i "dotti " discutano di una figura descritta su un vecchio manoscritto, di cui non si sa nemmeno se sia esistita.
Che enorme spreco di parole, pensieri, ecc.., è una cosa affascinante e terribile allo stesso tempo.
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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da Fux il Mar 2 Dic 2014 - 23:53

@random ha scritto:ha voluto la libera collaborazione di una creatura. [...] Dio [...] ha scelto
risata

Io mi chiedo come si possa credere davvero a 'sta roba. Sempre che ci sia qualcuno che effettivamente ci crede. lookaround

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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da random il Mer 3 Dic 2014 - 7:51

@silvio ha scritto:Mi piace come i "dotti " discutano di una figura descritta su un vecchio manoscritto, di cui non si sa nemmeno se sia esistita.
Che enorme spreco di parole, pensieri, ecc.., è una cosa affascinante e terribile allo stesso tempo.

Stai prendendo a picconate uno dei cardini fondamentali della teologia cristiana: guardati dai fulmini! mgreen mgreen mgreen
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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da random il Mer 3 Dic 2014 - 7:54

@Fux ha scritto:
@random ha scritto:ha voluto la libera collaborazione di una creatura. [...] Dio [...] ha scelto
risata

Io mi chiedo come si possa credere davvero a 'sta roba. Sempre che ci sia qualcuno che effettivamente ci crede. lookaround

Anche io me lo chiedo; da anni. Poi leggo dei milioni e milioni di pellegrini che ogni anno affollano le strade che portano a Lourdes, a Fatima o a Medjugorje e non mi chiedo più se “ci sia qualcuno che effettivamente ci crede” ma “chi e quanti” speculino su questo credere così massicciamente massificato.
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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da silvio il Mer 3 Dic 2014 - 22:21

Il credo di una donna vergine che ha partorito un Dio forse ha radici lontane, a volte le tradizioni si rinnovano, voglio approfondire la cosa.
E' un mito anche questo, ma in qualche modo l'umanità sente una forte attrazione per qualcosa di puro, una purezza agognata ? Non lo so, ma secondo voi quale significato ha nella psiche umana questa figura ?

Il culto della Grande Madre risale al Neolitico, se non addirittura al Paleolitico, se teniamo conto del ritrovamento di numerose figurine di donne dai seni prosperosi ed il ventre gonfio (tutti aspetti legati alle fertilità) ritrovati un po' ovunque in tutta Europa. Con il passare del tempo la Magna Mater è stata rappresentata in moltissime forme diverse, addirittura moltiplicandosi in diverse divinità femminili all'interno della stessa religione, per metterne in risalto i diversi aspetti, ora legati alla fecondità della terra, ora alla fertilità ed alla sessualità, ora all'alternarsi delle stagioni. Non a caso, la maggior parte dei culti dediti alla Grande Madre erano culti ctoni, cioè venivano svolti in templi sotterranei, o caverne, laddove le correnti telluriche, ovvero la manifestazione delle energie della terra, si fanno più forti.
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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da silvio il Mer 3 Dic 2014 - 22:32

In effetti ci sono paragoni con tanti culti antecedenti al cristianesimo, interessante.
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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da Mazda il Gio 4 Dic 2014 - 17:36

il post di apertura del 3d diceva...
1854
È l’ “Immacolata concezione”. Dopo quasi due millenni di elaborazione teologica, di dispute accese, di guerre di religione e di studi biblici, non se n’era accorto nessuno. Sbalorditivo!


prendo a esempio questo articolo, come se ne potrebbero prendere tanti su ufo, buddhismo, ... scienza, cucina... calcio...


l'articolo sembra ben composto da persona che conosce i fatti e i testi.
sembra offrirci una visione originale di uno dei contenuti centrali di una religione.

a chi non ne sa nulla pare da archiviare come: conoscenze sicure, tesi da condividere.


cioè il titolo e l'articolo trasmette l'idea che maria sia stata fatta tutta casta dalla chiesa, ma chiesa intesa nel senso teologia gerarchia, una specie di volontà manipolatrice del clero.

in realtà è uno dei pochi fenomeni che il clero ha dovuto digerire, che la teologia si è dovuta armare per cercare di legittimare "razionalmente" in quanto la gente, il popolo, i fedeli, invocavano maria in questo modo.


non sono del tutto sicuro ma il dogma dell'immacolata concezione è praticamente l'ultimo dogma solennemente dichiarato dalla chiesa... una specie di resa finale... quando ormai non era più era di dogmi da secoli...
una resa anacronistica davanti alla devozione popolare che pretendeva quei titoli e quei riconoscimenti per maria.


e allora forse sono più sensati i commenti all'articoli e il taglio di alcuni del forum che hanno associato alla "grande madre", la "dea madre", la "madre terra"... la lettura del fenomeno maria nel cristianesimo...


per esempio uno degli storici concili, quello di efeso, di cose simili trattà in epoche in cui si buttava giù il testo del credo!!!!!...:


Nel IV secolo il titolo «Madre di Dio» era ampiamente usato ad Alessandria d'Egitto (uno dei principali centri di elaborazione teologica del cristianesimo antico) ed era conosciuto in tutto l'Impero romano. Fu proclamato dogma dopo la controversia teologica causata dai nestoriani. Nestorio (381-451), Patriarca di Costantinopoli, aveva affermato infatti che Maria non aveva titolo per essere definita «madre di Dio», ma solo «madre di Gesù». La controversia tra Alessandria ed Antiochia fu risolta in un concilio ecumenico.

L'assise si tenne ad Efeso, in Asia Minore, nel 431. Il Concilio di Efeso ribadì che Maria è Madre di Dio. Secondo il concilio, infatti, Gesù Cristo, pur essendo contemporaneamente Dio e uomo - come già aveva affermato in precedenza il concilio di Nicea - , è un'unica persona: le due nature, divina e umana, sono inseparabili, e perciò Maria può essere legittimamente chiamata "Madre di Dio".


http://it.wikipedia.org/wiki/Theot%C3%B3kos

e questo in contesto filosofico dualista, di gnosi, neo paltonico... che vedeva la materia come male e lo spirito come bene....


altro che 1800..
che maria fosse immacolata e molto del resto è talmente antico nella tradizione della gente che solo sei secoli dopo maria, nel corano, cazzo, nel corano....... leggiamo......


sura XIX

Maria è la donna tramite la quale Allah (gloria a Lui l'Altissimo) ha voluto dare un segno particolare: “[b]In verità o Maria Allah ti ha prescelta; ti ha purificata e prescelta tra tutte le donne del mondo” (III, 42) e il segno è stato Gesù suo figlio, nato per volontà dell'Altissimo, divina creazione nella generazione umana[b]: “...un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra” (XIX, 21).  Tutta la vicenda di Maria è dolcemente contraddistinta dall'abbandono ad Allah e da una purezza delle intenzioni che ne fa una figura angelicata; l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse che Maria, insieme a Fâtima, Khadîja e Asiya (la sposa di Faraone che salvò Mosè dal Nilo) è una delle signore del Paradiso.


http://www.corano.it/corano_testo/19.htm


in un certo senso è quasi più sensato sostenere che la gente...
ha voluto la favola della ragazzina tutta pura e santa...
della grande madre perfetta...
come tutti la vedevamo quando eravamo piccoli, e ci abbracciava la nostra mamma, e tutto sembrava così bello e puro e perfetto...

poi i teologi han dovuto arrendersi e legittimare, giustificare pseudofilosoficamente inventando un concetto nuovo o dando a una parola una sfumatura diversa...








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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da primaverino il Gio 4 Dic 2014 - 17:51

@Mazda ha scritto:
in un certo senso è quasi più sensato sostenere che la gente...
ha voluto la favola della ragazzina tutta pura e santa...
della grande madre perfetta...
come tutti la vedevamo quando eravamo piccoli, e ci abbracciava la nostra mamma, e tutto sembrava così bello e puro e perfetto...

poi i teologi han dovuto arrendersi e legittimare, giustificare pseudofilosoficamente inventando un concetto nuovo o dando a una parola una sfumatura diversa...

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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da Mazda il Gio 4 Dic 2014 - 18:11

I 10 dogmi espliciti della Chiesa Cattolica (secondo essa possono essere promulgati solo se si ha avuto effettiva fede nel loro contenuto già nella chiesa antica):

1. Unità e Trinità di Dio in Tre Persone Divine (Concilio di Nicea, 325);
2. Gesù è la seconda Persona Divina, incarnato, morto e risorto (Concilio di Nicea, 325);
3. Maria è Madre di Dio perché madre di Gesù che è Dio (Concilio di Efeso, 431);
4. Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo (Concilio di Efeso, 431);
5. Nascita verginale di Gesù (Secondo Concilio di Costantinopoli, 553);

6. Esistenza del Purgatorio, Inferno e Paradiso (per il solo Purgatorio, Concilio di Lione, 1274);

7. Transustanziazione (Concilio di Trento, 1545-1563);

8. Infallibilità papale, quando parla ex cathedra in materia di fede e di costumi Concilio Vaticano I, 1870);
9. Immacolata Concezione di Maria (Enciclica di Papa Pio IX, 1854);
10. Assunzione di Maria in anima e corpo (Costituzione apostolica di Papa Pio XII, 1950).


metto la lista dei dogmi per specificare l'intenzione del mio post precedente in cui fondamentalmente sostenevo che criticare la religione partendo dal presupposto che sia un fenomeno esauribile in una bugia inventata dal clero è riduttivo e non permette di capire le ragioni più significative.


tre dogmi su dieci, due degli ultimi, su maria....


in alcuni casi i concili e i dogmi sono nati come esigenze di chiarire qualcosa che il popolo sosteneva e qualcuno del clero negava per questioni "razionali" creando scismi o eresie...


diciamo che la mente, all'aprirsi all'irrazionale, alla relazione eterea col padre ... conosce bisogni edipici e persegue vie antiche che gli rendono più facile sentire dio come madre...

non per altro la prima divinità di cui si ha statuetta la abbiamo chiamata "dea madre"...
dea madre che sta in terra...
e padre nostro che sta nei cieli...

la terra,... la carne, il sangue, l'istinto, il godere...
il cielo,... l'astratto, la norma, il dovere, il dolore...






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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da Mazda il Gio 4 Dic 2014 - 18:36

rettifico: anche il dogma numero 5 è su maria... quindi 4 su 10

ed è "solo" una donna...
mica una dea...

ma quasi
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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

Messaggio Da random il Ven 5 Dic 2014 - 18:28

@Mazda ha scritto:il post di apertura del 3d diceva...
1854

Avevo premesso, e mi pare con inequivocabile chiarezza, che il post non era un inedito. L’avevo già proposto alla discussione in passato raccogliendo adesioni e contestazioni. Tra queste ultime non mi era ancora capitato quella di essere tacciato di demagogia spicciola, a buon mercato e intellettualmente disonesta. Un po’ me ne dispiaccio ma ne prendo atto: c’est la vie. E poi, questo giudizio così rudemente cartavetroso ha, almeno per me, il pregio dell’inedito. E le novità non vanno mai rifiutate a priori né disprezzate: servono a capire, a capirsi e a crescere perché, come suggerisce la saggezza popolare partenopea: “nisciuno nasce ‘mparato”. Ma entriamo nel vivo, “in medias res” come si dice quando si indulge nel tirarsela un pochetto.

Per comodità, metto in corsivo blu le tue osservazioni (selezionando i passi che mi sembrano significativi) e provo ad argomentare le mie opinioni.

cioè il titolo e l'articolo trasmette l'idea che maria sia stata fatta tutta casta dalla chiesa, ma chiesa intesa nel senso teologia gerarchia, una specie di volontà manipolatrice del clero.

Il “titolo” vuole intenzionalmente dichiarare il punto di vista che sarà sviluppato nel testo. Una sorta prolessi profilattica per sollevare dalla lettura chi non fosse interessato, non gradisse l’argomento o il “taglio” dello stesso.

Il testo (o “l’articolo” come dici tu) più che trasmettere un’idea, fornisce informazioni, il più possibile precise e oggettive, accompagnate da qualche commento autorevole: non tanto per dispensare un’idea quanto per “farsi un’idea”.

Sulla “volontà manipolatrice del clero” si potrebbero spendere parole, parole, parole e ancora parole. Se mai qualcuno volesse scriverne, avrebbe abbondante materiale da raccogliere in un voluminoso trattato dal titolo “Manuale di teoria, tecnica e applicazioni della pia fraus”.

in realtà è uno dei pochi fenomeni che il clero ha dovuto digerire, che la teologia si è dovuta armare per cercare di legittimare "razionalmente" in quanto la gente, il popolo, i fedeli, invocavano maria in questo modo.

non sono del tutto sicuro ma il dogma dell'immacolata concezione è praticamente l'ultimo dogma solennemente dichiarato dalla chiesa... una specie di resa finale... quando ormai non era più era di dogmi da secoli...
una resa anacronistica davanti alla devozione popolare che pretendeva quei titoli e quei riconoscimenti per maria.


L’invocazione della devozione popolare è conosciuta e riconosciuta come “sensus fidei”. Ora, sostenere che il sistema dogmantico della Chiesa o che il pensiero teologico sia stato strutturato (anche in minima parte) sull’onda del “sensus fidei” mi sembra problematico.

E poi, credi veramente, sei davvero convinto che la “devozione popolare” avesse (e abbia) gli strumenti teologici necessari per – non dico definire – ma anche solo adombrare un dogma? Ti pare possibile che “il popolo” che ancora oggi evidenzia una inconsapevolezza profondissima (analfabetismo religioso) delle nozioni più elementari della religione (mi sto riferendo all’Italia, al cattolicesimo e al cristianesimo in senso lato), in secoli passati – quando l’analfabetismo era “propriamente detto” (incapacità di leggere e scrivere) e la Chiesa proibiva vigorosamente, ai pochi alfabetizzati, sia il possesso che la lettura dei testi sacri, ti pare possibile dicevo, che il “sensus” popolare potesse avventurarsi nei meandri della teologia, inerpicarsi sui versanti scoscesi della dogmatica o percorrere con passo sicuro gli aspri crinali della mariologia e dettare il dogma ai litigiosi e riottosi teologi del tempo?

Sù, non scherziamo. L’acquisizione da parte dei teologi di quello che era “popolare” non è altro che l’assimilazione, l’inglobamento, la precettazione (più correttamente si dovrebbe parlare di sincretismo) di miti, credenze e sentimenti religiosi preesistenti e che uno “scaltro carotaggio” aveva rivelato come profondamente radicati nella cultura religiosa del popolo. Praticamente un delitto premeditato. Prova a pensare, a proposito di fagogitamento sincretistico, a quante volte ti sarà capitato di leggere o sentire, nella descrizione di una chiesa, di una basilica o di un santuario una frase reiterata all’infinito: “sorta nel tal secolo sulle rovine di un tempio dedicato a…”.

Ancora, da quando in quà la teologia o la dogmatica cercano e trovano le proprie definizioni in via …. referendaria o a maggioranza popolare? E se anche fosse, chi potrebbe garantire che il “sensus fidei” abbia ragione perché condiviso da una stragrande maggioranza? Senza tornare a tempi lontani, è di stretta attualità il “caso Medjugorje” che mobilita masse ingentissime da decenni, eppure la Chiesa non pare sia stata indotta a decidere sulla scorta della pressione popolare. Adesso la faccenda è nelle mani di Bergoglio che ha ricevuto il parere di una apposita commissione. Dovrà decidere il da farsi, magari traccheggiando come hanno fatto i suoi recenti predecessori. Ma se decide in coerenza con quanto ha manifestato prima di diventare papa, la “Regina della Pace, come la chiama il trombone di Dio, padre Livi(d)o dalle onde di Radio Maria, ha le ore contate; vedremo se deciderà di decidere “a maggioranza”. Sarebbe imbarazzante perché dovremmo convenire che aveva ragione anche quel tipaccio che ha lanciato un’esortazione dalla fortissima pregnanza apodittica: Mangiate merda: miliardi di mosche non possono sbagliarsi!

e allora forse sono più sensati i commenti all'articoli e il taglio di alcuni del forum che hanno associato alla "grande madre", la "dea madre", la "madre terra"... la lettura del fenomeno maria nel cristianesimo...

A parte che se dici “più sensati” ribadisci il giudizio di “demagogia spicciola, a buon mercato” di cui ho già detto, con l’aggravante (per me) dell’insensatezza (in pratica oltre ad essere un demagogo da quattro soldi sono pure un cazzaro! Posso almeno dispiacermene ancora?). Ma è proprio così come dici? O, piuttosto, stai confondendo due aspetti diversi del tema in discussione? Provo a spiegarmi. Il mio post voleva descrivere un fatto (quello che ho battezzato “l’infibulazione di Maria ad opera della Chiesa” e del come – in termini di scansione dottrinale e cronologica - era avvenuto. Stop.) che prescindeva dal come era nato, cresciuto, trasformato e “arruolato” il mito di Maria. Non mi sembra difficoltoso cogliere il fatto evidente che si tratti di due cose assolutamente diverse anche se – va detto – comunicanti. In conclusione, non ci sono commenti più o meno sensati ma semplicemente commenti su aspetti diversi su uno stesso fenomeno osservato con ottiche differenti.

Sull’origine del mito mariano, sono perfettamente d’accordo con chi ha “associato alla "grande madre", la "dea madre", la "madre terra"... la lettura del fenomeno maria nel cristianesimo...”. Come vedi, parlandosi e intendendosi, può anche capitare di essere concordi. Aggiungo solo che, senza nulla togliere al mito della “dea madre” (che trova verosimilmente corrispondenza nelle cosiddette Madonne nere”) quale elemento primordiale nella genesi della devozione mariana, credo che la figura della Madonna vada ascritta ad un “modello” più maturo della “dea madre” e di spessore teologico più consistente: Iside.

per esempio uno degli storici concili, quello di efeso, di cose simili trattà in epoche in cui si buttava giù il testo del credo!!!!!...:
Nel IV secolo il titolo «Madre di Dio» era ampiamente usato ad Alessandria d'Egitto


Il tema del Concilio di Efeso non era la verginità perpetua di Maria né tantomeno l’immacolata concezione (concetto ancora ben al di là da venire), ma la “natura” di Gesù Cristo. L’interrogativo a cui dare risposta era se Gesù avesse natura umana o divina e, di conseguenza, se la Madonna dovesse essere definita Madre di Dio (Theotokos) o madre dell’uomo-Gesù (Christotokos). Era inevitabile che si disputasse di Maria ma più come necessario “effetto collaterale”, come prodotto consequenziale che come oggetto/soggetto principale. Per farla corta: se parlo di sci invernale non posso prescindere dalla neve.

altro che 1800.
che maria fosse immacolata e molto del resto è talmente antico nella tradizione della gente che solo sei secoli dopo maria, nel corano, cazzo, nel corano....... leggiamo......

sura XIX
Maria è la donna tramite la quale Allah (gloria a Lui l'Altissimo) ha voluto dare un segno particolare: “In verità o Maria Allah ti ha prescelta; ti ha purificata e prescelta tra tutte le donne del mondo” (III, 42)


Se per immacolata intendi “vergine” è un concetto antico ma che non appartiene ai primissimi secoli del cristianesimo; se, invece, è riferito all’immacolata concezione, riconfermo che non è un tema teologico così antico come sostieni.

Nel Corano, cazzo, nel Corano. Se fai attenzione al brano coranico che hai postato, non potrà sfuggirti che non si può parlare di “immacolata” nel senso che ha nel contesto di questo thread perché se così fosse – immacolata fin dal concepimento, esente da sempre dal peccato – non si capisce la ragione per cui Allah abbia avuto la necessità di purificarla dopo averla prescelta. Qual è il senso del “purificare” ciò che è puro per definizione?

Fai un buon week end.
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Re: Come fu che la Chiesa infibulò Maria

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