Ciclismo

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Messaggio Da Lemond il Mer 2 Apr 2014 - 12:38

La mia più grande passione in ambito sportivo è il ciclismo e allora, perché non far conoscere un personaggio fra i più grandi di questo sport e, per me, anche in generale. Dato che, poco prima di morire, Laurent Fignon ha scritto un libro, edito solo in francese, io mi presi il piacere di tradurlo per un sito di ciclismo ed ora, avrei deciso di riproporlo anche qui. Naturalmente, com'è mio solito, a puntate.

Nous etions jeunes et insouciants

Copertina

Vincitore due volte del Tour, L.F. entra a 22 anni nella leggenda del ciclismo francese e diventa l'eroe di tutta una generazione. Egli incarna la gioventù, la foga, l'impertinenza e riesce ad essere il rivale di un corridore come Bernard Hinault.
Fra il 1982 e il 1993 attraversa l'età dell'oro di un sport epico e conosce tutto ciò che un campione eccezionale può sperare e temere: il superamento di se stesso, la gloria, un infortunio grave, alcuni periodi di dubbio, la tentazione del doping e la fine di una carriera esigente.
Nel 1989 lo si crede finito, ma rinasce dalle ceneri, vince il Giro e finisce secondo dietro Greg Lemond: otto secondi li separano dopo 3285 Km di corsa.
In questa testimonianza, senza concessioni di sorta, l'ex campione, diventato commentatore sportivo su France T. , ci svela anche, per la prima volta in questo "mondo chiuso", il contrario del perbenismo: le feste, le ragazze, le amicizie, i tradimenti, Le "combines" e ovviamente il doping.
Perché L.F. ha vissuto il ciclismo al suo apogeo, inserito fra gli arcaismi precedenti e le ambiguità di oggi; un'epoca dove i ciclisti non avevano paura di niente.


Nous étions jeunes et insouciants (I)

Otto secondi

"La riconosco, signor Fignon, lei è quello che ha perso il Tour per 8 secondi!"
"Nossignore, io sono quello che ne ha vinti due "

Noi non avevamo paura di niente ...
Sacrilegio! Avevo scelto molto tempo fa queste parole per introdurre il libro, poi ho esitato prima di ... per il rischio che si trasformassero in pseudo *parole d'ordine* invece che la pura testimonianza di una certa realtà: quella della mia epoca.
Questo libro è nato da un mondo ormai perso, ove esistevano gli uomini e non soltanto gli sportivi e quel che voglio dire è che in me il primo ha sempre avuto il sopravvento. Fuori da un mondo di sogno, con gli occhi bene aperti e sempre consapevoli della propria vita, altrimenti a che serve l'esistenza? E sempre avere l'orgoglio dell'essere libero e anche ... rispetto a chi adora invece le proprie catene d'oro.
Il ciclismo è un'attività per uomini liberi e chi dimentica ciò è di già in letargo! Vale molto di più rischiare di farsi male per vincere che accontentarsi di una sconfitta onorevole, ma passiva. Io non le volevo queste sconfitte, perché vedevo/vedo la vita nel saper cogliere il presente e non nel saper pianificare il futuro.
Certo si può anche dire che la penso così, perché ho avuto fortuna, perché negli anni ottanta (che fanno da cerniera a due universi ciclistici antagonisti) io ho potuto vivere l'ultimo periodo di un un ciclismo "incosciente".
Forse sì, e per me la carriera è stata la vita e se la bici dice tutto sul carattere degli uomini, è probabile che abbia detto anche quasi tutto su di me.
Io ho vissuto senza saperlo allora, la fine di un'età d'oro. L'età d'oro? E' una grande parola, ma a me pare una definizione adeguata, anche se la mia è:"Il punto finale della dignità umana".
Tuttavia nessuna nostalgia, tutt'al più un po' di malinconia, perché non ho mai pensato che i miei tempi ... erano differenti, voilà .
Ed ho la sensazione di aver attraversato il periodo "hippie" del ciclismo e credo anche di esserne stato uno dei principali istigatori ed alcuni infatti mi paragonano ad un capo banda. Uno strano capo, direi ed ancor più strana la banda .
Per noi la vita non cessava mai di essere tale ed in sintesi si può dire che non ci sottomettevamo mai, anche se moribondi non siamo mai stati dei robot! Pazzi, ma degni; troppo giovani talvolta, maturi in altri casi.
Il punto di svolta della mia storia si situa esattamente l'ultimo giorno del Tour 1989: giorno di tristezza, l'unico nel quale qualche secondo diventò l'eternità. Molti vedono, d'altra parte, in questa data il *segno* del passaggio fra due ciclismi affatto differenti, in sintesi l'individuo e la massa.
Otto secondi, Champs-Elyées, Avenue del martirio, pavé d'inferno


************************


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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mer 2 Apr 2014 - 15:25

E' stato veramente un grande.
Gli otto secondi di ritardo al Tour 1989 l'hanno privato della doppietta (Giro-Tour) appannaggio dei soli grandissimi (e nemmeno tutti).
Ha vinto due volte la Milano-Sanremo e si è (quasi) sempre distinto in tutte le corse cui ha partecipato.
A parte lui (e Lemond) quali sono quelli che più ti hanno colpito?
Mi permetto di fare un nome solo: Felice Gimondi. Il corridore indubbiamente più forte della sua generazione e un altro tra i massimi interpreti di questa affascinante disciplina.
Purtroppo per lui, l'essere il più forte tra gli umani non è bastato...(*)
In quel tempo c'era un marziano travestito da belga... Si chiamava Eddy Merckx.

(*) si fa per dire, naturalmente... Il grande Gimondi ha pur vinto tre Giri, un Tour, una Vuelta, una Milano-Sanremo, la Parigi-Roubaix e il Giro di Lombardia (due volte). Inoltre è stato pure campione del Mondo...  sorriso 
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mer 2 Apr 2014 - 15:53

Io ho conosciuto solo ed esclusivamente Pantani e Cipollini e di sfuggita quelli che son passati di lì mentre Pantani strabiliaval Giro e al Tour, alzandosi su quei pedali con più facilità di quella con cui io mi alzo dal letto. Poi ho smesso di seguirlo, anche perché risulta (a detta di amici che penso ne capiscano) uno sport che a certi livelli è per soli dopati.
Amo comunque la bici, come l'attività fisica in genere, ma il mio pedalare è molto limitato di problemi alle ginocchia.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mer 2 Apr 2014 - 16:39

@Ludwig von Drake ha scritto:Io ho conosciuto solo ed esclusivamente Pantani e Cipollini e di sfuggita quelli che son passati di lì mentre Pantani strabiliaval Giro e al Tour, alzandosi su quei pedali con più facilità di quella con cui io mi alzo dal letto. Poi ho smesso di seguirlo, anche perché risulta (a detta di amici che penso ne capiscano) uno sport che a certi livelli è per soli dopati.
Amo comunque la bici, come l'attività fisica in genere, ma il mio pedalare è molto limitato di problemi alle ginocchia.

Distinguerei lo sport amatoriale da quello professionistico.
Pensare che si possano ragionevolmente percorrere 3.600 (più o meno) chilometri in ventun giorni con soli due giorni di riposo inframmezzati a 35-36 kmh di media (giro d'Italia) e poi ripetersi il mese successivo (al Tour) e magari non solo far "bella figura" ma pure vincendoli entrambi senza "aiutino" è come voler pensare che si possano correre i 100 piani in 9,58 da "puliti" oppure pensare di mantenere la concentrazione necessaria per correre un GP di F1 (300 km lanciati sempre "al limite" con macchine al limite dell'inguidabile).
O pensare che un pilota di motoGP possa rompersi un polso o una caviglia oggi e settimana prossima vincere il GP successivo senza aiuto alcuno.
O pensare che un signore di trentasette anni (J. Zanetti, mitico capitano dell'Inter del "triplete") possa giocare sessanta partite di altissimo livello a stagione e finire che non è nemmeno sudato...
Il fatto è che nel ciclismo i controlli vengono effettuati in una data misura (opinabile) mentre in altri sport sono del tutto assenti (negli sport motoristici l'antidoping non esiste) oppure vengono effettuati in modo assai più blando (calcio, basket etc.)

A livello professionistico lo sport "pulito" semplicemente non esiste.
Poi è pur vero che se dopano il sottoscritto (m 1,64 per ottanta chili di mer... ah no! adesso che sono mod ho deciso che non dico più parolacce...) è pur vero che i 100 piani in dieci secondi me li sogno, ma considera che per quanto tu possa essere un "superman naturale" senza aiuto arrivi comunque ultimo.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mer 2 Apr 2014 - 16:47

@primaverino ha scritto:E' stato veramente un grande.
Gli otto secondi di ritardo al Tour 1989 l'hanno privato della doppietta (Giro-Tour) appannaggio dei soli grandissimi (e nemmeno tutti).
Ha vinto due volte la Milano-Sanremo e si è (quasi) sempre distinto in tutte le corse cui ha partecipato.
A parte lui (e Lemond) quali sono quelli che più ti hanno colpito?
Mi permetto di fare un nome solo: Felice Gimondi. Il corridore indubbiamente più forte della sua generazione e un altro tra i massimi interpreti di questa affascinante disciplina.
Purtroppo per lui, l'essere il più forte tra gli umani non è bastato...(*)
In quel tempo c'era un marziano travestito da belga... Si chiamava Eddy Merckx.

(*) si fa per dire, naturalmente... Il grande Gimondi ha pur vinto tre Giri, un Tour, una Vuelta, una Milano-Sanremo, la Parigi-Roubaix e il Giro di Lombardia (due volte). Inoltre è stato pure campione del Mondo...  sorriso 

Con me caschi proprio male nel parlare di Gimondi: il più grande compratore di corse di tutta la storia del ciclismo. E quando non gli è stato possibile aquistare direttamente, è riuscito a mettere in moto una giro di alleanze o ad approfittare di inimicizie o stupidaggini altrui, che lo hanno portato a una vittoria. Non voglio entrare nel dettaglio, perché già parlare di un simile figuro per me è come affrontare l'argomento papa boy(a) o altri, come tal Fabio Capello, Pippo Baudo o Luca Cordero di Montezemolo: le peggiori persone che abbia conosciuto indirettamente.

P.S.

Se vuoi, ne possiamo parlare in privato, anche se per me è solo far riafforare un dolore che, ormai da tempo, è quasi estinto.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mer 2 Apr 2014 - 16:57

@Lemond ha scritto:

Con me caschi proprio male nel parlare di Gimondi: il più grande compratore di corse di tutta la storia del ciclismo. E quando non gli è stato possibile aquistare direttamente, è riuscito a mettere in moto una giro di alleanze o ad approfittare di inimicizie o stupidaggini altrui, che lo hanno portato a una vittoria. Non voglio entrare nel dettaglio, perché già parlare di un simile figuro per me è come affrontare l'argomento papa boy(a) o altri, come tal Fabio Capello, Pippo Baudo o Luca Cordero di Montezemolo: le peggiori persone che abbia conosciuto indirettamente.

P.S.

Se vuoi, ne possiamo parlare in privato, anche se per me è solo far riafforare un dolore che, ormai da tempo, è quasi estinto.

Ops...  Embarassed 

Non lo sapevo...
Considera che sono nato nel 1964 e quando correvano Gimondi e Meckx (e mica solo loro, peraltro) ero bambino o poco più...
Nella mia mente si era formata l'immagine del grande campione che aveva dovuto misurarsi con il "sovrumano" belga...
Nessun problema se vuoi contattarmi in MP, comunque... Anzi sarà un piacere poter avere informazioni da un appassionato competente...
Tuttavia, se ti va, potresti dirci qualcosina anche qui in pubblico.
D'altro canto si valutano (anche) le vittorie conseguite al netto del "perché e del percome".
Come ho già detto nel mio post precedente non credo esista più (ammesso che sia mai esistito) lo sport professionistico del tutto indenne da "artifizi" vari...
E che si tratti di doping o "mazzette" non fa poi tutta sta differenza.
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Messaggio Da Lemond il Mer 2 Apr 2014 - 16:58

@primaverino ha scritto:
A livello professionistico lo sport "pulito" semplicemente non esiste.Poi è pur vero che se dopano il sottoscritto (m 1,64 per ottanta chili di mer... ah no! adesso che sono mod ho deciso che non dico più parolacce...) è pur vero che i 100 piani in dieci secondi me li sogno, ma considera che per quanto tu possa essere un "superman naturale" senza aiuto arrivi comunque ultimo.

Ecco finalmente una persona intelligente, che non si fa condizionare dai "media". C'è da aggiungere che nel professionismo appunto (ma non solo quello che viene chiamato sport, perché anche i medici, avvocati, artisti etc. si dopano), i ciclisti sono quelli che lo fanno di meno, perché che sono controllati di più e addirittura in maniera assurda: reperilbilità per 365 gg. all'anno e 24 al giorno. Rasmussen ha dovuto lasciare la maglia gialla al Tour 2007, perché tre mesi prima non era stato trovato nel posto dove aveva dichiarato! La famosa coppa del mondo di rugby vinta dal sud-africa di Mandela è stata oggetto proprio in questi giorni di numerose inchieste che fanno pensare che i c.d. valori del rugby (sport che a me piace) in quel caso almeno sono andati a farsi ... Oppure già nel 1954 i campioni tedeschi di calcio dovettero subire quasi tutti gli effeti (non positivi) di quella vittoria! Lasciando poi da parte i casi più scientifici: Germania Est in quasi tutti gli "sport" e Cina (fondo femminile in atletica leggera).
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Messaggio Da Lemond il Mer 2 Apr 2014 - 17:06

@primaverino ha scritto:
Come ho già detto nel mio post precedente non credo esista più (ammesso che sia mai esistito) lo sport professionistico del tutto indenne da "artifizi" vari...
E che si tratti di doping o "mazzette" non fa poi tutta sta differenza.

Per me invece fa una differenza enorme: con il doping uno agisce solo contro di sé e, siccome possono farlo anche gli altri, accettandolo come un rischio lavorativo (miniere, lavoratori del vetro, pugili anche senza doping etc.), tutti sono alla pari. Nell'altro caso si danneggiano volutamente gli altri, come ti dirò in privato. In pubblico no, perché si può incorrere in denunce, e poi magari il testimone oculare che potrei portare al processo non viene. Ciao a domani, perché ora vado a vedere la registrazione (registrata) della tre giorni di La Panne e (sempre registrata) alcuni parti degli Open di Cina (snooker).  smile 
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Messaggio Da primaverino il Mer 2 Apr 2014 - 17:18

@Lemond ha scritto:
@primaverino ha scritto:
A livello professionistico lo sport "pulito" semplicemente non esiste.Poi è pur vero che se dopano il sottoscritto (m 1,64 per ottanta chili di mer... ah no! adesso che sono mod ho deciso che non dico più parolacce...) è pur vero che i 100 piani in dieci secondi me li sogno, ma considera che per quanto tu possa essere un "superman naturale" senza aiuto arrivi comunque ultimo.

Ecco finalmente una persona intelligente, che non si fa condizionare dai "media". C'è da aggiungere che nel professionismo appunto (ma non solo quello che viene chiamato sport, perché anche i medici, avvocati, artisti etc. si dopano), i ciclisti sono quelli che lo fanno di meno, perché che sono controllati di più e addirittura in maniera assurda: reperilbilità per 365 gg. all'anno e 24 al giorno. Rasmussen ha dovuto lasciare la maglia gialla al Tour 2007, perché tre mesi prima non era stato trovato nel posto dove aveva dichiarato! La famosa coppa del mondo di rugby vinta dal sud-africa di Mandela è stata oggetto proprio in questi giorni di numerose inchieste che fanno pensare che i c.d. valori del rugby (sport che a me piace) in quel caso almeno sono andati a farsi ... Oppure già nel 1954 i campioni tedeschi di calcio dovettero subire quasi tutti gli effeti (non positivi) di quella vittoria! Lasciando poi da parte i casi più scientifici: Germania Est in quasi tutti gli "sport" e Cina (fondo femminile in atletica leggera).

Ricordo (per averne letto) l'episodio della finale di Coppa del Mondo di calcio del 1954...
Otto undicesimi dell'11 titolare della Germania Ovest ricoverati "in contemporanea" alcuni mesi dopo la vittoria per una mai meglio identificata forma di "epatite"... Roba pesante, eh?...
Come giustamente fai notare i ciclisti sono soggetti ad una quantità (e qualità) di controlli del tutto sconosciuti agli altri sport.
Usain Bolt (la farmacia più veloce del mondo) riesce a stabilire il record mondiale (non ricordo se quello dei 100 o 200 piani) con una scarpa slacciata! Avesse corso con uno zaino sulle spalle avrebbe vinto lo stesso!
Ma chi è deputato al controllo anti-doping delle varie Federazioni nazionali aderenti al CIO?...
Le Federazioni medesime (non sto scherzando... E' così...).
Certo ogni tanto bisogna immolare sull'altare dell'Onestà alcuni capri espiatori (ricordate Ben Johnson?) per far finta che lo sport "pulito" esista...
Ed Edgar Davids risultato positivo al nandrolone? Disse che due sere prima aveva mangiato dello spezzatino di cinghiale (noto alimento consigliato in tutte le diete degli atleti professionisti...) al ristorante ed evidentemente l'anabolizzante in questione era stato somministrato all'incolpevole suino e quindi lui non c'entrava... E il bello è che gli hanno pure creduto!
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mer 2 Apr 2014 - 17:21

@Lemond ha scritto:
@primaverino ha scritto:
Come ho già detto nel mio post precedente non credo esista più (ammesso che sia mai esistito) lo sport professionistico del tutto indenne da "artifizi" vari...
E che si tratti di doping o "mazzette" non fa poi tutta sta differenza.

Per me invece fa una differenza enorme: con il doping uno agisce solo contro di sé e, siccome possono farlo anche gli altri, accettandolo come un rischio lavorativo (miniere, lavoratori del vetro, pugili anche senza doping etc.), tutti sono alla pari. Nell'altro caso si danneggiano volutamente gli altri, come ti dirò in privato. In pubblico no, perché si può incorrere in denunce, e poi magari il testimone oculare che potrei portare al processo non viene. Ciao a domani, perché ora vado a vedere la registrazione (registrata) della tre giorni di La Panne e (sempre registrata) alcuni parti degli Open di Cina (snooker).  smile 

Anche a me la differenza pare chiara.
Solo che per coloro che ne fanno una questione di (finto) onore non cambia poi molto.
Comunque scrivimi quando vuoi. Sarà un piacere interloquire.  sorriso 
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mer 2 Apr 2014 - 17:33

Col doping si danneggia sia sé che gli altri (costretti a doparsi per concorrere a certi livelli) e il dire che chi vuole concorrere può farlo dopandosi perché fa parte del rischio del mestiere di essere sportivi é una cosa (per me) vergognosa.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mer 2 Apr 2014 - 18:08

@Ludwig von Drake ha scritto:Col doping si danneggia sia sé che gli altri (costretti a doparsi per concorrere a certi livelli) e il dire che chi vuole concorrere può farlo dopandosi perché fa parte del rischio del mestiere di essere sportivi é una cosa (per me) vergognosa.

Anche a mio avviso (mica mi avrai scambiato per uno favorevole al doping?)
Solo che per evitare determinate pratiche bisognerebbe limitare lo show-business...
Il Giro d'Italia dovrebbe durare comunque ventuno giorni, ma dimezzando il numero di tappe o il chilometraggio complessivo...
Il campionato di calcio dovrebbe essere limitato a sedici squadre (30 giornate col girone all'italiana) e giocare solo la domenica pomeriggio (non tutti i giorni così la gente fa l'abbonamento alle Pay-TV...).
Le Coppe europee con la vecchia formula (eliminazione diretta sin dal primo turno) anziché allungare il minestrone, sempre a beneficio del pubblico televisivo.
Come certamente saprai, il grosso degli introiti dei Club professionistici deriva dai diritti televisivi e NON dall'incasso allo stadio.
I sedici milioni di €/anno lordi appannaggio di un Cristiano Ronaldo qualunque (uno dei ventiquattro professionisti superpagati del Real Madrid, allenatore di grido e staff tecnico esclusi...) non si ricava dagli ottantamila abbonati al Santiago Bernabeu (li ci tirano fuori giusto lo stipendio dei manager e le spese di trasferta...) ma dal mostruoso introito derivante dai premi UEFA + diritti televisivi.
Per contropartita il Cristiano Ronaldo di turno deve sempre essere al massimo della forma (e se si infortuna seriamente deve stare fuori due mesi, mica due anni, che l'investimento si ripaga in tempi medio-brevi) e segnare un sacco di gol così da rendere "appetibile" il prodotto sul mercato. T'é capì?
Stesso discorso per gli "assi" della F1 o del Motomondiale... Un Valentino Rossi in convalescenza non rende un cazzo.
Se corre (incerottato o rimesso in piedi dalla Clinica mobile del prof. Costa) rende milioni in ascolti e introiti pubblicitari.
E ciò vale replicato per tutti gli sport di un certo livello...
A suo tempo al mitico Sergej Bubka (mi scusino i russofoni per la traslitterazione non corretta) venne offerto un premio consistente (in dollari, non in buoni-pasto) da parte della Pepsi-Cola per ogni volta che migliorava il record del mondo di salto con l'asta... Lui (intelligentemente) lo migliorava di un centimetro all'anno (mentre avrebbe potuto polverizzarlo all'istante).
Non esiste lo sport professionistico "pulito".
Vi piaccia o no.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mer 2 Apr 2014 - 19:08

Concordo, io mi riferivo a questo:
@Lemond ha scritto:[...] con il doping uno agisce solo contro di sé e, siccome possono farlo anche gli altri, accettandolo come un rischio lavorativo (miniere, lavoratori del vetro, pugili anche senza doping etc.), tutti sono alla pari. [...]
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Messaggio Da Lemond il Gio 3 Apr 2014 - 8:22

@Ludwig von Drake ha scritto:Col doping si danneggia sia sé che gli altri (costretti a doparsi per concorrere a certi livelli) e il dire che chi vuole concorrere può farlo dopandosi perché fa parte del rischio del mestiere di essere sportivi é una cosa (per me) vergognosa.

Tu vergognati pure quanto ti pare (per te e per gli altri), io, insieme ad Anquetil, Noah e molti altri sono contrario ai controlli antidoping, così come tollero con tranquillità chi si droga, chi si vuol suicidare o svolgere lavori pericolosi.

P.S.

Questa è l'ultima volta comunque che ti rispondo e chiedo a chi lo sa come si possa fare a non vedere i più i messaggi di un utente. In altri forum c'è il procedimento *ignore*, ma qui non lo trovo. Grazie.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Gio 3 Apr 2014 - 8:57

Nous étions jeunes et insouciants (II)

Questo libro nasce dentro di me, un io messo a nudo per rifiutare l'idea stessa della cicatrice. Lasciamo che la ferita sanguini, ancora per lungo tempo.
Il Tour è il punto di riferimento della storia del XX secolo, io nell'ottantanove ne conoscevo già ogni sapore ed anche il prezzo da pagare per la mancanza di ...
Avevo vinto un mese prima il Giro e mi sembrava di essere ritornato il corridore che amavo essere, ma potevo anche sperare in quella doppietta che mi era stata *rubata* (l'asterisco è mio) nel 1984! (anche il punto esclamativo è mio). Ed infine vincere tre volte il Tour mi avrebbe messo all'altezza d'un Louison Bobet (nota mia: quest'ultimo solo dopo che è diventato Grande ha avuto diritto al diminutivo, perché i primi anni tutti lo chiamavano Louis Bobet).
E tuttavia alla vigilia mi sono ricordato di una frase bisbigliata all'orecchio del mio amico Alain Galloppin: "Credimi, l'ottantanove sarà l'ultimo anno per me. Come se io sentissi che il mio "canto del cigno" si sarebbe udito ben presto e che io dovevo proprio affrettarmi se volevo ...
La mia squadra (Super U) mi pareva una delle migliori del mondo, perché, secondo me, Guimard era stato capace, come pochi, di sapersi adattare ai cambiamenti apportati dalle nuove generazioni, egli sembrava avere sotto controllo anche ciò che non sapeva.
Ed io rispondevo presente, nonostante che mi avessero sotterrato (vivente) almeno cento volte .
Prima de "Le grand départ" dal Lussemburgo avevamo concluso un magnifico allenamento in altitudine (sui Pirenei) ed avevo proprio "fame di correre" (Nota mia: fra i suoi gregari figurava anche Biarne Rijs).
Nel prologo arrivo, secondo (insieme a Lemond) a 2 secondi da Breukink e realizzo subito che Greg, che non aveva quasi più corso dopo il colpo di fucile ricevuto nell'ottantasette, sarebbe stato per me, probabilmente, l'uomo da battere. Mentre Delgado era già fuori, perché un professionista non si comporta come lui. (Arrivò in ritardo di tre minuti alla partenza)
Rammento che in quel giorno i fotografi era pazzi per me, ero un vincitore più che possibile e quindi facevo tiratura. Come d'abitudine non sono stato troppo simpatico con i giornalisti e fotografi, ma perché poi uno deve dimostrare di essere felice per il fatto di essere sottoposto ad una simile pressione?
La II tappa (cronosquadre) mi permise di accrescere la fiducia in me, perché mi presi volentieri quasi la metà del lavoro ed arrivai con 40 secondi di vantaggio sull'ADR di G.L. che, è il meno che possa dire, non era certo alla testa di una grande squadra. . Quanto a Delgado confermò quanto avevo pensato il giorno prima.
Il mio avversario aveva solo un nome: Greg Lemond, vincitore del Tour 1986 e la dimostrazione si ebbe nella V tappa, crono di 73 Km, una distanza da titani. Avvantaggiato dal fatto di essere partito un'ora prima, con un clima migliore, mi dette 56 secondi di distacco.
Lo svantaggio non era eccessivo comunque, perché Greg era un passista ben migliore di me ed inoltre aveva una bicicletta con la c.d. protesi da triathlon che gli assicurava una migliore penetrazione nell'aria. Secondo i regolamenti d'allora sarebbe stata vietata, ma, per ragioni che non so spiegarmi neppure ora, noi non abbiamo presentato reclamo e questo nostro atteggiamento avrebbe avuto conseguenze che certo non potevo immaginare allora.


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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Gio 3 Apr 2014 - 9:28

@Lemond ha scritto:
@Ludwig von Drake ha scritto:Col doping si danneggia sia sé che gli altri (costretti a doparsi per concorrere a certi livelli) e il dire che chi vuole concorrere può farlo dopandosi perché fa parte del rischio del mestiere di essere sportivi é una cosa (per me) vergognosa.
Tu vergognati pure quanto ti pare (per te e per gli altri), io, insieme ad Anquetil, Noah e molti altri sono contrario ai controlli antidoping, così come tollero con tranquillità chi si droga, chi si vuol suicidare o svolgere lavori pericolosi. [...]
Io mi chiedo se la gente si rende conto di ciò che afferma.
Non è lapalissiana la differenza tra un drogato che non mi costringe a far nulla e un insieme di sportivi dopati che mi impediscono il gareggiare a livelli elevati senza far uso di doping?
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Akka il Ven 4 Apr 2014 - 1:16

no ma aspetta, davvero sei contro i controlli anti doping??  ekk 

stupefacente quanto è vario il mondo...
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Ven 4 Apr 2014 - 8:18

@Akka ha scritto:no ma aspetta, davvero sei contro i controlli anti doping??  ekk 

stupefacente quanto è vario il mondo...

"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

Nessun giornale parlerà più del doping nel calcio.
Perché costa caro:
http://fr.sports.yahoo.com/news/dopage-journal-monde-condamn%C3%A9-183226693.html

La justice espagnole a confirmé lundi la condamnation du quotidien français Le Monde à verser 300.000 euros de dommages et intérêts au Real Madrid et 15.000 au FC Barcelone pour atteinte au droit à l'honneur d'un article de 2006 évoquant le dopage dans le football

Di doping negli altri sport, fra cui il calcio, si continuerà a parlarne solo accademicamente e su qualche sito o forum "clandestino".
Zitti e mosca, toccare il calcio è pericoloso.
Meglio continuare a cercare nel ciclismo.  yessir 

P.S.

Per Marco Pantani l'antidoping è stato il mandante, etc. ad esempio tempo fa

Jonathan Breyne ha assunto un mix di farmaci per suicidarsi.

http://www.sudinfo.be/886506/article/sports/cyclisme/2013-12-20/le-cycliste-mouscronnois-jonathan-breyne-a-tente-de-se-suicider-apres-l-annonce

Due giorni fa era stata dichiarata la sua positività al clenbuterolo.
http://www.ciclopassione.com/t767-bollettino-delle-positivita-all-antidoping#2701

Spero che questa triste vicenda insegni qualcosa ai giornalisti ed a chi ha in mano questo benedetto o maledetto antidoping.
Se effettivamente questo ragazzo non ha preso nulla ed è arrivato a tentare di suicidarsi per disperazione, c'è da domandarsi se fare il ciclista è ancora una professione seria, o un gioco al massacro per masochisti.
Gli avvoltoi sono almeno animali utili nel loro lavoro sporco.
E di carogne ce ne sono in giro ...
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Ven 4 Apr 2014 - 8:42

a. Cosa si dovrebbe fare di quella dichiarazione di Anquetil? Lui si rifiutò di sottoporsi alle analisi per paura che avessero effetto sul risultato della gara? Problemi suoi.
b. Le Monde ha dovuto pagare perché ha pubblicato una notizia priva di fonte. Ha accostato Real e Barcellona a Fuentes e non è una cosa furba da fare se non hai testimoni a supporto di quanto affermi.
c. Fare i ciclisti è proprio un gioco al massacro per masochisti grazie a quelli che si dopano. Mi spiace che il ragazzo abbia tentato il suicidio, ma il suo gesto estremo non altera la necessità di controlli anti-doping seri e ferrei.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da SergioAD il Ven 4 Apr 2014 - 8:53

Be' Greg Lemond, questo sarà l'unico messaggio che posto citandoti.

Lo decisi quando vidi i tuoi Avatar e Pseudonimo, decisi anche che era irrilevante se mi fossi sbagliato.

Se da amatore uno decide si drogarsi, fa male a se stesso, si fa tanto bene momentaneamente che non gli importa il prezzo che pagherà nel futuro.

Certo, all'eventuale ragazza che si dovesse innamorare della sua figura mascolina e gonfia lui per onestà dovrebbe spiegare che l'eventuale gene ereditante non sarà la figura prestante ma la superficialità, la voglia di apparire più che quella di essere. Vale quanto la prestanza atletica ma mi piaceva l'esempio della cultura fisica.

Il professionista ancora peggio perché non inganna l'eventuale fidanzata ma la comunità intera che lo premia per quello che non è, superficialità, la voglia di apparire più che quella di essere.

Mentre i miei amici qui tendono a litigare e palleggiare le proprie ragioni, qualche volta con insistente teatralità da monopolizzare ogni spazio, io a causa del tuo avatar e nickname non ho mai letto un tuo messaggio e lo dico solo ora per manifestare il mio metodo di combattere quello che non mi piace.

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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Ven 4 Apr 2014 - 16:55

@SergioAD ha scritto:Be' Greg Lemond, questo sarà l'unico messaggio che posto citandoti.

Lo decisi quando vidi i tuoi Avatar e Pseudonimo, decisi anche che era irrilevante se mi fossi sbagliato.

Se da amatore uno decide si drogarsi, fa male a se stesso, si fa tanto bene momentaneamente che non gli importa il prezzo che pagherà nel futuro.

Certo, all'eventuale ragazza che si dovesse innamorare della sua figura mascolina e gonfia lui per onestà dovrebbe spiegare che l'eventuale gene ereditante non sarà la figura prestante ma la superficialità, la voglia di apparire più che quella di essere. Vale quanto la prestanza atletica ma mi piaceva l'esempio della cultura fisica.

Il professionista ancora peggio perché non inganna l'eventuale fidanzata ma la comunità intera che lo premia per quello che non è, superficialità, la voglia di apparire più che quella di essere.

Mentre i miei amici qui tendono a litigare e palleggiare le proprie ragioni, qualche volta con insistente teatralità da monopolizzare ogni spazio, io a causa del tuo avatar e nickname non ho mai letto un tuo messaggio e lo dico solo ora per manifestare il mio metodo di combattere quello che non mi piace.

Guarda che però G.L. è uno dei pochi che si è sempre battuto contro il doping nello sport in generale ed è stato uno dei principali accusatori di Lance Armstrong (vedi il libro che è uscito su di lui e che naturalmente ho letto). Per il resto ti do affatto che tutto ciò è moralmente discutibile, ma nel professionismo si parla di altro, per es. chi, per *professione*, lavora in un'industria bellica, tu lo chiami operaio o criminale?   smile
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Ven 4 Apr 2014 - 17:10

Nous étions jeunes et insouciants (III)

Lemond era in giallo con pochi di secondi di vantaggio ed io mi immaginavo che lui non avrebbe preso nessun rischio, ed infatti la prima tappa dei Pirenei fu conforme alla mia previsione: stette sempre dietro, quasi come uno spettattore , d'altra parte non aveva una squadra molto solida.
Quando la Reynolds attaccò con Delgado ed Indurain, Greg non baté ciglio, fui io costretto a limitare i danni, con lui sempre dietro e, a dire la verità, ciò mi fece parecchio arrabbiare.
Nella decima tappa c'erano il Tourmalet, l'Aspin e il Peyresourde ed io quel giorno ebbi una crisi, in particolare sul Tourmalet dove non avrei potuto rispondere ad attacchi portati con determinazione, però i miei avversari non si sono accorti di niente e, ironia della sorte, meno male che l'avversario era Greg che era incapace di attaccare .
La salita verso Superbagnères dimostrò ciò ancora una volta: mi pare che in quel giorno non sia venuto nemmeno una volta ai miei
fianchi  e questo fatto mi innervosiva. E quando ero nervoso, dovevo reagire in qualche modo. A pochi Km dalla vetta partirono insieme "i fratelli olandesi del siam " Rooks e Theunisse ed ho guardato Lemond per vedere se reagiva, perché io ero incapace di farlo. Tuttavia che Greg potesse ancora una volta restare alla mia ruota, mi rendeva pazzo e allora, all'ultimo Km mi sono spinto al di là delle mie possibilità di quel giorno e ... mi concesse 12 secondi, sufficienti per riprendere la maglia .
Io ero contento di portare ufficialmente il "peso" derivante dal simbolo del primato, tanto anche quando l'aveva Lemond, si rifiutava di farlo .
La sera, in conferenza stampa, dichiarai che il comportamento di Greg mi irritava e che l'opinione pubblica non si era sbagliata, trattandolo da "succhiatore di ruote". Ciò detto, per dimostrare che nessuno è al riparo dalle critiche, un tifoso sulla strada, urlò al mio indirizzo: "Meno chiacchere e più fatti". Questo spettatore aveva ragione, infatti era da sempre quella la concezione del mio mestiere.
Certamente qualche osservatore attento, mi fece osservare che Lui non aveva la squadra adatta per assumersi responsabilità, ma per me, anche tenuto conto di ciò, esagerava.
La mattina dopo Egli è venuto da me e mi ha urlato "Come osi dire cose simili!" La sua immagine ne usciva immiserita e non gli piaceva per niente, perché lui ha sempre fatto attenzione alla popolarità e con i giornalisti è sempre stato in rapporti buoni, al limite del ...
Io non sapevo/volevo farlo e perché poi? Ho sempre preferito restare me stesso: tacere magari, ma non mentire.
Fino alle alpi la corsa rimase calma, salvo il fatto che il mio amico V. Barteau vinse la tappa del 14 luglio 1989, cioè 100 anni da ...
Nella XV tappa c'era una cronoscalata e, sui trentanove Km, gli concessi una cinquantina di secondi e la maglia con quaranta di vantaggio ed io sapevo che nelle Alpi dovevo attaccare, altrimenti non ci sarebbe stato altro che la sconfitta assicurata.
Il giorno dopo si arrivava a Briançon, passando per l'Izoard e in cima non riuscii a tenere le ruote di Theunisse, Mottet, Delgado e ... Lemond . Mi sono buttato giù in discesa, ma ho perso 14 secondi. Per gli spettatori, sul momento, questi secondi non parevano gran cosa, se però avessero saputo ...  o  
La XVII arrivava all'Alpe-d'Huez ed insieme a Guimard abbiamo messo in essere una tattica tipo "o la va o la spacca", costretto, ma anche felice perché ciò corrispondeva alla mia voglia profonda di osare: prendere cioè la prima curva dell'Alpe come se l'arrivo fosse a 100 metri .
Nota mia: L.F. descrive nei dettagli quasi tutti i tentativi dei due, prima Fignon, poi Lemond, poi ancora Fignon e così via, a me pare sufficiente la parte finale:
"Eravamo (lui et moi) totalmente senza fiato, incapaci di alzarci sui pedali ... era o la vita o la morte".



____________________
Fanno festa i musulmani il venerdì
il sabato gli ebrei
la domenica i cristiani
...
e i barbieri il lunedì

"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Akka il Ven 4 Apr 2014 - 18:22

mi pare come nel calcio, si sa che comprano le partite, ci sono i processi, le intercettazioni, è tutto chiaro ed evidente

a questo punto è anche colpa dei tifosi!! ma chi cazzo me lo fa fare di guardare una partita che so benissimo che può essere combinata??

fino a che non ci sarà la moviola in campo non ha più molto senso guardare le partite di calcio, non ha senso se lo si fa per passione sportiva, perchè ogni volta che uno fa una papera allora sei giustificato a nutrire qualche sospetto, come minimo... cioè, se lo si fa per litigare con l' interista e lo juventino al bar altro discorso, son gusti pure quelli

nel ciclismo mi vien da dire altrettanto, fino a che i controlli antidoping non saranno tali da disincentivare il ricorso al doping, non ha più molto senso seguire il ciclismo 'credendoci'
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Ven 4 Apr 2014 - 18:38

Ti dirò, vedere il calcio per me è più che altro un'occasione sociale. Se dovessi guardarlo per lo spettacolo di certo non guarderei il Napoli, né in generale il campionato italiano.
Per il resto, francamente non so cosa dire a chi si dice contrario all'antidoping. Posso capirlo se lo dice un ciclista sporco di doping fino al midollo, ma che uno si faccia convincere da quel ciclista che sia anche una cosa giusta è una cosa che non posso proprio concepire. Grazie a questa "manica" di dopati, chiunque voglia fare sport agonisticamente deve farsi come loro. È una vergogna.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Akka il Ven 4 Apr 2014 - 18:47

o be pure io mi guardo una partita ogni tanto è

poi però quando mi capita il tifoso che inizia coi pipponi che il rigore non c'era, che il fallo era evidente, che il gol fantasma era di qua o di la della linea, o che anzi era fuori gioco, che l' arbitro è un venduto, il guardalinee pure...

che chiedano la moviola in campo se non vogliono ste polemiche, ma forse forse gli piacciono più le polemiche che le partite vien il sospetto...
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