poliglotti e giramondo...

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Messaggio Da primaverino il Lun 24 Mar 2014 - 17:06

Butto lì questo nuovo thread a seguito di una delle mie solite associazioni d'idee... (quindi state preoccupati)

Ho preso spunto dalla notevole curiosità intellettuale che mi ha sempre stimolato l'utente SergioAD...
Mi ricorda un vecchio conoscente di mio padre (pressoché suo coetaneo) il quale partì per l'Olanda a sedici anni e trovò posto come tagliatore di diamanti presso una ditta olandese. Successivamente, diventato un "esperto", curò la parte commerciale della medesima ed ebbe modo di girare il mondo (nel vero senso della parola).
Costui parlava perfettamente (oltre all'italiano madrelingua) inglese, francese, tedesco, spagnolo, olandese e portoghese.
Russo e arabo pure (ma non sapeva "scriverli")... Comunque, per soprammercato, se la cavava anche col cinese cantonese (era spesso ad Hong-Kong).
Alla domanda: "In quanti Paesi sei stato?" era solito rispondere: "Faccio prima a dirti dove NON sono stato".
Ad esempio (Brasile e Venezuela a parte) non era mai stato in alcun altro Stato latino-americano...
E poi non aveva mai visto l'Australia...
Una volta raccontava di quando, sbarcato a Sana'a (Yemen)* alle quattro del mattino c'erano circa trenta gradi con un tasso di umidità da paura (c'era la nebbia...).
Quanti di voi hanno provato a stare a trenta gradi di notte con la nebbia?
Alcuni uomini hanno avuto la possibilità di visitare (e di "vivere") parte del mondo, assimilando le varie culture colà vigenti.
Altri pensano di aver visto il mondo magari perché sono stati nei "villaggi Valtour" di trenta Paesi, ma dubito che conoscano veramente ciò di cui sto parlando...
Voi che esperienze avete? Che ne pensate?
Lo chiedo perché spesso (non solo qui, anche su altri forum) si dibatte in merito alle differenti culture, magari evidenziandone solo gli aspetti marginali e/o negativi...
Esempio tipico il considerare i musulmani come un'orda di incivili, violenti, prevaricatori e ottusi pascolatori di cammelli (dimenticando, magari, che la maggioranza dei musulmani NON è araba e un cammello l'avrà magari visto allo zoo).
O pensare di identificare il "russo medio" senza contare che abitare a Mosca, a Irkutsk o a Vladivostok significa vivere in tre mondi differenti...
O paragonare il contadino dell'Iowa allo Yankee di Boston o al Knickerbocker dell'Upper East side di Manhattan... O al "bon vivant" di Frisco, tanto per dire...

*) non sono sicurissimo che fosse proprio Sana'a... Comunque spero si sia compreso il "senso"...  sorriso 
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Re: poliglotti e giramondo...

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mar 25 Mar 2014 - 11:38

Ho girato il piccolo mondo che chiamiamo Italia per lavoro, prima di ritrovarmi nell'attuale ottima esperienza mediorientale... lingue, direiitaliano, inglese, spagnolo e napoletano (ma poco)! So salutare e scambiare pochissimi convenevoli in arabo... conoscevo il francese, ma non lo pratico da più di 14 anni, anche se vorrei ricominciare ad impararlo.
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Re: poliglotti e giramondo...

Messaggio Da elima il Mar 25 Mar 2014 - 11:49

8 anni in Libia, in quelle babele che sono i campi petroliferi. Lingua franca: Inglese.
E poi: Ginevra, Londra, NY, Dusseldorf.
Il francese a Ginevra lo stavo imparando, ma ero giovane e immatura e mi arroccai sul mio essere anglofona in antagonismo dei francofoni, adesso me ne pento: lo capisco, ma assolutamente non lo parlo e mi dispiace. Sto invece pian piano recuperando lo spagnolo, studiato all'università e seconda lingua nelle maggiori città degli USA. L'arabo, studiato a scuola, ma mai veramente parlato al contrario dei miei fratelli che lo parlano bene, l'ho perso quasi completamente (geddash, hada?= quanto l'uno? mgreen ) ; ogni tanto mi sforzo di leggerlo con scarsi risultati.

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Re: poliglotti e giramondo...

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mar 25 Mar 2014 - 13:24

Salam aleikum elima, kefhallaqì? (Non lo so scrivere, eh!)

Con chi lavoravi in Libia, se si può dire?
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Re: poliglotti e giramondo...

Messaggio Da paperjack il Mar 25 Mar 2014 - 22:34

Mah io sono stato in giro per l'europa e ti posso dire che la gente dappertutto si lamenta per le stesse tre cose: politica, soldi e donne.
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Re: poliglotti e giramondo...

Messaggio Da JoJo il Mer 26 Mar 2014 - 0:09

io per ora sono stato praticamente solo in europa, unica lingua (oltre all'italiano) l'inglese (purtroppo non sono portato, anche per imparare l'inglese è stata durissima).

fin'ora sono stato in svezia (un anno e mezzo, quasi), turchia (in vacanza, ma girando abbastanza; avevo anche imparato qualcosa tipo il nome di qualche frutto o verdura, cosa utile quando si trovava un mercato, a salutare e a ringraziare), creta (ma non ho avuto troppi contatti con gli autoctoni) e ora olanda (dove sto provando ad imparare la lingua).

tra maggio e giugno però ho pianificato 3 settimane in thailandia. come sempre: no villaggi turistici e tentare di assorbire usi e costumi del luogo.
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Re: poliglotti e giramondo...

Messaggio Da elima il Mer 26 Mar 2014 - 0:13

@Ludwig von Drake ha scritto:Salam aleikum elima, kefhallaqì? (Non lo so scrivere, eh!)

Con chi lavoravi in Libia, se si può dire?
Aleikum as-salam (nel cuore, sulle labbra, nella mente). Ci lavorava il mio papà, io ero una giovanissima pischella.

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Re: poliglotti e giramondo...

Messaggio Da delfi68 il Mer 26 Mar 2014 - 10:07

@delfi68 ha scritto:..mentre mi appoggio mollemente alla mia ringhiera qui fuori, fumo la mia sigarettina e annuso i cucinati che risalgono per il cortile, un leggero brivido lungo i fianchi mi riporta alla mente la febbre che ho avuto a Sochi l'inverno scorso..

Un febbrone a 41 come non se ne vedevano da tempo, e proprio in quel paesone malinconico piastrellato sulle rive spoglie di quel mar Nero, che non si poteva chiamare in altro modo che Nero! ..spiaggie trascurate fatte di ciotoli, rimasuglie di cantieri e stradoni sovietici pieni di buche e polvere, mi beccai una febbre da ricovero..

Sochi.
Infiniti complessi alberghieri abbandonati, vecchie colonie estive per i figli dei lavoratori di tutta la russia, finestroni in legno malconcio, tendoni pesanti di velluto marrone che svolazzano dietro ai vetri quasi tutti rotti di quelle caserme alberghiere abbandonate..

E io li, tra quei serpentoni di cemento, in quella stanzona di un albergone felliniano, puzzolente di cinquant'anni di manutenzioni parziali e raffazzonate. Un letto in legno antico e pesante, recuperato da qualche trasloco o abbandono precipitoso e piazzato quasi nel mezzo della stanza, mi accorgevo solo tra i deliri della febbre che c'avevo anche io, in stanza, le tende gigantesche di velluto a coste fini, marrone, slisato e dall'odore di polvere e cipolle bollite.

Un silenzio insoportabile che mi consegnava a incubi e sudori..
Un silenzio che dovevo interrompere assolutamente e inevitabilmente solo accendendo un televisore degli anni 80, una marca russa di qualche stabilimento estinto, un tubo catodico d'altri tempi...
Con la febbre alta ero in preda a uno zapping maniacale tra canali in russo e armeno che mi costringeva a telegiornali locali, giornalisti improbabili, che in un russo incomprensibile da uno studiolo televisivo di cartongesso e luci sbilenche mi ipnotizzavano con le loro storie mediocri sul prezzo dei cavoli..un intervista al mercato di Adler dove una signora gigante protesta per i "pelmini scadenti"..ravioloni ripieni di poverta' e insipidita'..

..la tappezzeria giallognola, tre sedie, una diversa dall'atra attorno a un tavolo in laminato azzurro che doveva essere una cattedra di qualche scuola elementare li intorno..l'audio del televisore in monocassa rendeva piu' funerea la notte, il russo del sud sembrava ancora piu' antico del lettone a molle..

Che brividi, che freddo..che tendoni asfissianti e polverosi. Mi rendo conto di aver sempre odiato il velluto a coste, marrone e' insopportabile..e quelle tende sembravano volermi cadere addosso e strangolarmi..

Italiano morto asfissiato travolto da tendaggi sovietici. Che fine orrenda..ma mi risveglio e le tende assassine erano tranquillamente appese, era un incubo della febbre..la tv ancora accesa, riprese mosse della telecamera a spalla tra gli stradoni ingolfati dal traffico di Sochi e commenti di automobilsti enormi, pelati, che agitano pugni e bestemmiano in armeno qualche maledezione al cronista in giacca grigia, camicia marrone e cravatta blu..che orrore..sto sognando ancora o sono sveglio..non so..

..41 di febbre, perso nel tempo, in riva a un mare verdognolo come un lago inquinato ..con questi maledetti gingle pubblicitari tra un tg e l'altro, che diffusi in Mono da questo televisore scasso sembrano fanfare di un funerale di stato di tanti anni fa..

La febbre a Sochi e' cosi avvilente che uno si rassegna pure alla morte..massi chi se ne frega..tende gigantesche di tessitura socialista, consunte e polverose, fate in fretta..mi arrendo..

..stavo ancora sognando..non riconosco piu' se son sveglio o al galoppo in un incubo..

Ah..mi stringo un po nel maglione, lancio la sigaretta giu' in cortile, massi..un'occhiata ai balconi a corte, alle ringhiere del palazzo e perche' no..anche la febbre a Sochi e' tutto sommato un bel ricordo. E' difficile avere degli incubi febbrili come quelli che si possono fare laggiu'..non potevo farmeli mancare.

Che bella la vita..anche se mi viene la febbre sta sera, non sara' mai peggio che quella di allora..indimenticabile!

dei miei viaggi i ricordi che più mi emozionano sono quelli delle situazioni drammatiche e che mi hanno fatto pensare:..ma chi cazzo me l'ha fatto fare di venire qui..

poi ripartire dallo scampato pericolo e sorridere tra i fumi delle marmitte puzzolenti seduto in un taxi sgangherato..

@delfi68 ha scritto:Non serve un lungo viaggio per ricavare un appunto da scrivere sul diario della memoria.

Gli appunti di viaggio sono spesso schegge, lampi, attimi in cui si muove qualcosa nella pancia e si sente una girandola di emozioni sollevarsi come il mare verso la luna..

La mattina, per andare all'aereoporto, da Sochi verso Adler, bisogna partire prestissimo, la strada..l'unica strada e' stretta, invasa dai cantieri e da un'arcobaleno di macchine incredibili, giunte direttamente dal tunnel spaziotemporale che sembra collegare certi posti del pianeta con il passato.

Le ziguli..le volga..





Auto con qualche mezzo milione di chilometri, che dicono chiaro e tondo che qui la roba..e' importante, si cura, si aggiusta, si tiene assieme con la corda se serve..ma si butta solo quando si spezza almeno in tre pezzi, se si tratta di auto..molti di piu' se si tratta di altro..

Non sono poveri! ..provengono da una cultura e una societa' in cui ogni piccola cosa ha un valore enormemente piu' grande della cosa stessa..
Sono stati "diversamente" poveri..una poverta' dovuta a un sistema particolare, una poverta' in cui tutti avevano il minimo necessario, nessuno nulla, pochissimi qualcosa in piu'.

E quella tradizione, quella cultura di conservazione ed esaltazione dei beni piu' semplici la si ritrova fino ad oggi..

Come questo tassi' che mi porta in aereoporto, sfrecciando come uno skateboard in mezzo ai camion scassi che sembrano fumogeni da stadio..

Io osservo, nello specchietto, la faccia schiacciata e larga dell'autista, un viso che starebbe benissimo al polo nord ad occhieggiare il buco nel ghiaccio aspettando l'emergere della foca.
Un eschimese..un tassista eschimese..certamente arriva, da un paio di generazioni fa, direttamente da qualche repubblichina sperduta del nord..
Quest'omino e' del tutto fuori luogo dietro al volante consumato di questa Lada...con una faccia cosi, me lo aspetterei a smaneggiare con coltelli e canne da pesca in un Igloo...

Ma eccoci qui..un calabrese e un eschimese, in una Lada scassata, su una strada sghemba, a zigzagare tra vecchi camion russi sulla strada costiera..a destra il Mar Nero, a sinistra le montagne di Krasna Poliana..alle sei e mezzo del mattino, nere anche loro..

Ma in tutte le scene assurde che si rispettino e che ci fanno spesso chiedere.."..ma com'e' che sono finito qui.." ecco il tocco del grande artista. L'eschimese smanetta un po nel cassettino e cosa tira fuori??..una musicassetta a nastro..di quelle che oramai s'e' persa memoria.

..e mette questa...questa esattamente questa..




E io qui..sul sedile mezzo sfondato..il traffico della statale, il mare che inizia a ingiallire per un sole spompo che tra poco sale su..l'eschimese che ondeggia piano la testa al ritmo della musica, lui..che mi ha visto in faccia che sono italiano..che mi ha fatto l'omaggio che di rito si fa all'italiano... sorride, e sorride, con una miriade di piccolissime rughe che irraggiano tutta la sua faccia piatta..un piccolo sole che riempie la macchina e una colonna sonora che gracida di sottofondo.
Io guardo fuori..ed ecco che la marea sale, monta l'emozione, una commozione profonda..e ci sta bene la canzone di Pupo.."..un amore grande.." Un amore per questa vita che mi e' toccato di vivere..per fortuna.
Che alba oggi..che alba..il sole che sorge e' il tocco finale, l'applauso al momento del bacio.

Un altro piccolo appunto di viaggio da riporre nella mia scatola dei ricordi..

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la consapevolezza della normalità della follia è una cosa che mi fa impazzire!
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